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L'Aquila rinasce partendo dal 5G

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L'Aquila rinasce partendo dal 5G
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La città devastata dal terremoto del 2009 scommette sulla tecnologia di nuova generazione per costruire un nuovo futuro.

Dal miglioramento della gestione delle emergenze...

L'Aquila oggi è la città delle gru e delle impalcature. Una città che lotta per rinascere dalle macerie di uno dei più devastanti terremoti della storia italiana, quello del 6 aprile 2009 che fece 309 vittime.

Una città che oggi scommette sul 5G per costruire un nuovo futuro.

Abbiamo visitato il laboratorio in cui la compagnia cinese Zte e l'Università dell'Aquila stanno testando questa tecnologia per cercare di gestire meglio le emergenze legate ai terremoti. Grazie al 5G l'allerta può arrivare prima, sostiene il professore Fabio Graziosi dell'Università dell'Aquila: "Abbiamo immaginato che l'edificio sentinella fosse collocato nell'area dell'immediata prospicenza della zona epicentrale e abbiamo intercettato il sisma, e grazie al 5G siamo capaci di diramare un'allerta qui all'Aquila, avendo un vantaggio di 8 secondi in questo caso specifico rispetto all'arrivo dell'onda sismica".

... al futuro della città intelligente

Ma non ci sono solo i terremoti. Nella città intelligente del futuro il 5G sarà utilizzato per fornire servizi in diversi ambiti, fra cui l'arte.

L'obiettivo dell'Aquila è quello di diventare un laboratorio sperimentale per quanto riguarda l'impiego della tecnologia 5G per monitorare i terremoti. Ma non tutti sono d'accordo, in molti temono per l'ambiente ma anche per la salute delle persone.

Il sindaco Pierluigi Biondi è convinto che L'Aquila diventerà un esempio da seguire: "Noi dobbiamo immaginare il 5G come la nuova frontiera, soprattutto in termini di servizi e di miglioramento della vita quotidiana. E quindi L'Aquila, da questo punto di vista, che ha una grande necessità di offrire nuove risposte alle esigenze che si sono create a seguito del terremoto, può stabilire un protocollo replicabile".

Un futuro colmo di incertezze

Maurizio Martucci, dell'Alleanza Italiana Stop 5G, la vede in modo diametralmente opposto. Per lui questa tecnologia è dannosa ed è determinato a portare la sua battaglia in Europa: "Ci sono già tantissimi malati, persone che hanno subito dei danni anche molto gravi e importanti per l'esposizione alle radiofrequenze - afferma -, e quindi noi chiediamo ai governi nazionali e al Parlamento europeo una moratoria, perché questa tecnologia, il 5G, utilizza radiofrequenze inesplorate, quindi non sappiamo cosa potrà accadere alla popolazione irradiata".

Il governo Conte a settembre ha deliberato la possibilità di esercitare poteri speciali nello sviluppo delle infrastrutture della connettività mobile di nuova generazione. Una decisione che alcuni temono possa ritardare il lancio di servizi 5G in Italia.