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Venezia, siamo andati a vedere a che punto è il MOSE

Venezia, siamo andati a vedere a che punto è il MOSE
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Come Atlantide, la città perduta, anche Venezia sembrava non potersi riprendere dall'alta marea più dirompente degli ultimi 50 anni. Solo un mese fa la Serenissima languiva sott'acqua con case, negozi, ristoranti, musei sorpresi dalla forza invasiva dell'acqua.

Il turismo ne risente ancora oggi, con prenotazioni in calo del 40 per cento. Ma ciò che preoccupa davvero i veneziani è sapere che il disastro si sarebbe potuto evitare. Se solo il MOSE, il sistema di barriere anti inondazione da 5 miliardi e mezzo di euro, fosse stato messo nelle condizioni di operare sin dal 2016, scadenza disattesa della sua entrata in funzione, anche a causa della maxi inchiesta per corruzione che gravita attorno al cantiere. La sfida adesso è quella di non vedere compromesse da scarsa manutenzione le opere sinora realizzate.

"Il sistema funziona, le paratie possono essere sollevate - spiega Monica Ambrosini, portavoce del consorzio Venezia Nuova per il MOSE - ma dobbiamo fare la manutenzione e il monitoraggio della parte più sensibile del sistema, che sono i cardini. In questo caso, abbiamo riscontrato piccole zone di corrosione ma le abbiamo rimosse e ora il sistema è completamente funzionante".
Nonostante i lavori per la realizzazione siano cominciati nel 2003, sotto la presidenza del Consiglio Berlusconi, il Mose non è stato ancora ultimato. E i costi di manutenzione sono alti: 100 milioni di euro all'anno. In uno dei cantieri sott'acqua i lavori sembrano procedere senza intoppi ulteriori.

È andata a vedere per Euronews Giorgia Orlandi: "Siamo a 20 metri sotto il livello del mare, siamo nel cuore del sistema, qui è dove si trovano i cardini e dove circa 80 persone stanno completando i lavori di costruzione".

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Giorgia OrlandiEuronews

"Siamo attivi per la manutenzione dei piani e degli impianti già completati - dice Alessandro Soru, ingegnere responsabile dei cantieri Mose - dall'altro lato siamo operativi per il completamento dei piani accessori".
Manutenzione, parti corrose e costi a parte, il rispetto della scadenza non è comunque certo. Anche perché, spiega Alberto Vitucci, giornalista de 'La Nuova Venezia', "il sistema non è mai stato testato in condizioni meteorologiche estreme. I test inizieranno a partire dal prossimo anno e, dal loro esito, capiremo se il MOSE ha ancora problemi e se la scadenza per il completamento sarà posticipata".

Venezia vuole andare avanti, ma le strutture poste nei punti sensibili richiamano il fatto che la città è ancora una volta lontana dall'essere difesa dalle maree. La consegna definitiva del MOSE è stata fissata adesso al 31 dicembre 2021.

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