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L'esodo degli sfollati di Marawi: la storia di Anidah

In collaborazione con The European Commission
L'esodo degli sfollati di Marawi: la storia di Anidah
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Di Monica Pinna
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Il reportage di Monica Pinna dalla città delle Filippine che, a due anni dalla battaglia contro i miliziani dello Stato islamico, resta pressoché devastata

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Anidah vive in un rifugio nel sito temporaneo di Boganga, a Mindanao. Pochi metri quadrati per una famiglia di nove persone

"Vivevamo nel cosiddetto 'ground zero' (l'area del centro storico più colpita dai bombardamenti, nda) e avevamo un Internet café che era la fonte dellle nostre entrate. Sono nata a ground zero, ci sono cresciuta. È lì che mi sono sposata e ho avuto i miei figli. Pensavamo che dopo pochi giorni il conflitto si sarebbe fermato, ma quando abbiamo sentito gli aerei bombardare le case, abbiamo deciso di andarcene".

Come spesso accade, la guerra ha eroso quasi del titto le risorse economiche di Anidah e della sua famiglia.

"Durante l'assedio - continua - ci siamo trasferiti a casa dei famigliari di mio marito e abbiamo venduto tutto. La vita è stata difficile".

"Abbiamo continuato a spostarci da un posto all'altro e alla fine ci siamo fermati qui. Siamo tornati a casa dopo l'assedio e abbiamo raccolto tutto ciò che poteva avere ancora un po' di valore, vendendo tutto ciò che era possibile vendere. Avevamo una bella casa a due piani prima della guerra, ma ora è totalmente distrutta".

"Ci siamo trasferiti nell'insediamento quest'anno. Abbiamo deciso di rimarene qui perché possiamo guadagnarci da vivere, abbiamo un negozietto e i bambini possono andare a scuola. Dove abitavamo prima la scuola era molto lontana".

"Non sappiamo se e quando riceveremo un'abitazione permanente - conclude Anidah - perché abbiamo sentito che non ci sono più case a disposizione per gli sfollati. Quindi potremmo essere obbligati a restare qui".

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