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La rabbia degli agricoltori francesi

La rabbia degli agricoltori francesi
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Al grido di “Macron deve darci una risposta”, e armati dei loro trattori, centinaia di agricoltori francesi hanno bloccato le principali strade di Parigi. Una manifestazione che ha causato disagi sugli Champs-Elysées, rallentamenti al traffico in tutto il centro, sulla rete stradale intorno alla capitale, e in altre regioni del Paese.

Obiettivo di questa nuova protesta è farsi sentire dall'attuale amministrazione su problemi come il calo dei prezzi e la grande distribuzione. "Siamo davvero stanchi, fa notare Cyrille Milard Presidente del principale sindacato di categoria che lancia poi un allarme. “La nostra agricoltura sta morendo sul serio. Un collega si è tolto la vita pochi gioni fa, e questo gesto non è l’unico. Ci sono più di due suicidi al giorno in Francia.”

"Per anni la nostra professione è stata maltrattata, tuona Jean-Yves Bricout, il Presidente di un’altra sigla sindacale. Maltratta da associazioni che ci dicono che non facciamo bene il nostro lavoro, che stiamo avvelenando le persone. Questo per noi è inaccettabile. Condanniamo il modo in cui il nostro la professione è denigrata."

Un malessere questo degli agricoltori che ha invaso non solo le strade ma anche i social, diventando virale con l'hastag “Salva il tuo contadino”. Da Parigi, a Lione, da Marsislia a Tolosa gli agricoltori denunciano il crollo dei redditi, cercando di fare pressione sul governo in vista dell'apertura dei negoziati commerciali con la grande distribuzione.

"Un’imponente corteo ha invaso Parigi, fa notare il nostro inviato David Chazan. Gli agricoltori ancora una volta hanno chiesto migliori condizioni di lavoro. Una rabbia che ormai fa parte di un contesto di malcontento generale. Un’azione che anticipa il D-day, il 5 dicembre, la grande giornata di scioperi e di proteste."

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