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Spagna, la testimonianza di una donna vittima di violenza: "la paura di incontrarlo per strada"

Spagna, la testimonianza di una donna vittima di violenza:  "la paura di incontrarlo per strada"
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Euronews Screenshot
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Per le strade di una qualsiasi città della Spagna, una donna su dieci è vittima di una qualche forma di violenza di genere. Ma sfuggire a questo meccanismo non è semplice, come racconta la testimonianza raccolta dalla giornalista di Euronews Cristina Giner. Un contributo, questo, che fa parte di una serie di servizi che Euronews dedica all'argomento in occasione della prossima Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre).

In Europa una donna su tre è stata vittima di violenza o abusi. «Se ne può venire fuori. Difficile, certo, non è come dire : "vado due giorni dallo psicologo ed è fatta". No, ci sono cadute, momenti in cui sei molto nervosa, con attacchi di ansia e sembra di tornare indietro - e torni indietro - ma non al punto di partenza».

Una questione complessa

Per anni la donna che ha risposto alle nostre domande ha sofferto di abusi psicologici: «Sei così abituata ad essere annullata che quando inizi ad uscirne capisci quel che sta accadendo e quando l’altra persona reagisce male lo comprendi ancora di piú».

Ha lasciato la sua casa tre anni fa per vivere in una struttura di accoglienza: «Ho ancora paura di incontrarlo per strada e farò fatica fino al giorno in cui cambierò e non avrò piú paura . Quando sarà? Non lo so».

Fortunatamente ha avuto una mano dalla rete di organizzazioni locali e regionali che forniscono assistenza psicologica, legale e pratica alle vittime.

Nel 2004 la Spagna ha approvato la prima legge contro la violenza di genere, divenendo un esempio per molti altri paesi.

Ma la questione è molto complessa come racconta il medico Pilar Babi: «Oltre alle conseguenze visibili delle lesioni, la violenza contro le donne ha effetti sulla loro salute che non sono sempre evidenti, se conosci queste conseguenze puoi andare a cercare la causa reale, la radice».

Il problema dell'accesso ai servizi

«Troviamo molti ostacoli specialmente per quanto riguarda l’erogazione dei servizi perché, dopo aver fatto campagne di prevenzione, tante donne non riescono ad accedervi», afferma Carla, psicologa.

La donna con cui abbiamo parlato è grata per il sostegno che ha ricevuto, anche se ci sono ancora molti passi da compiere: «Se non avessi avuto questo aiuto non avrei lasciato casa, avrei continuato a soffrire come fosse qualcosa di normale. Da quel momento ho dato un nome a quello che mi stava succedendo. Senza le istituzioni non ci riusciremmo».

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