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Gli "Amici della coesione" a muso duro contro la bozza di bilancio UE

Gli "Amici della coesione" a muso duro contro la bozza di bilancio UE
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I quattro Paesi del gruppo di Visegrad hanno duramente criticato questo martedì i piani di riduzione dei fondi destinati alla politica di coesione, come emerso dalle prospettive di bilancio europeo pluriennale, per il 2021-2027. Lo hanno annunciato a margine del summit degli "Amici della coesione", svoltosi a Praga, al quale hanno partecipato i rappresentanti di 17 Paesi dell'Unione europea, tra i quali il ministro per gli Affari europei italiano, Vincenzo Amendola e il Commissario europeo per il bilancio, Günther Oettinger.

"Una prospettiva di bilancio ingiusta"

Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia si oppongono, in parole povere, ai possibili tagli a quella politica che cerca di ridurre le disparità tra le varie regioni e promuovere lo sviluppo sostenibile all'interno dell'Unione.

Il capo di governo slovacco, Peter Pellegrini, ha sottolineato come, al contrario di quanto propone appunto la Commissione, la situazione economica attuale nel continente dovrebbe indurre a non diminuire i fondi per la coesione. Il suo omologo ungherese, Viktor Orbán, ha definito la bozza di bilancio europeo "ingiusta". "Siamo pronti a un'economia neutra al carbonio entro il 2050, ma vogliamo che ci sia il giusto contesto finanziario nel bilancio", ha dichiarato durante la conferenza stampa il premier magiaro. "Vi ripeto: questo bilancio, da qualsiasi parte lo si osservi, noi lo troviamo ingiusto. Vogliamo un bilancio giusto ed equo".

La Brexit e nuove priorità - come sicurezza, politica migratoria e digitale - cambiano, però, il quadro.

Qui la bozza integrale del bilancio europeo 2021-2027.

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