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Tregua in Siria appesa all'incontro Erdogan-Putin di domani

Tregua in Siria appesa all'incontro Erdogan-Putin di domani
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I civili curdo-siriani lanciano patate e frutta marcia contro uno alcuni dei convogli militari statunitensi in ritirata verso l'Iraq.

Nelle stesse ore, un convoglio di 50 mezzi con a bordo i miliziani dell'Esercito libero siriano, alleato della Turchia, raggiungeva la città di Ras al Ayn, dopo il ritiro, concordato nell'ambito della tregua, da parte delle milizie curde. Il cessate il fuoco scade martedì alle 22:00.

Primo step safe zone 120 km

Ankara prevede, al termine di questa prima fase, di prendere il controllo di un'area di 120 km. In un secondo momento Ankara estenderà il proprio controllo su un'area estesa complessivamente per 444 km. Tale dovrebbe essere la definitiva lunghezza dell'area, per una profondità di 32 km.

Erdogan da Putin

Il destino della tregua dipende dall'incontro in programma, sempre questo martedì, tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e quello russo Vladimir Putin che discuteranno di 'linee rosse', della cooperazione con le forze di Assad e con la polizia militare russa presenti sul campo.

Erdogan avverte i curdi che se il ritiro dall'area di confine non avverrà entro martedì pomeriggio, comincerà dove si è fermato, mentre il Presidente russo dovrà vestire i panni del mediatore nel tentativo di trovare un compromesso tra Turchia, Stati Uniti, Bashr al-Assad e curdi.

L'obiettivo del Cremlino

Per il Cremlino, "è importante che tutti i territori ora sotto controllo turco nel Nord passino, nel medio-lungo termine, nelle mani di Damasco; soprattutto l'autostrada M4, che corre circa 30 chilometri a Sud del confine con la Turchia". Si tratta di una via di collegamento cruciale tra il Nord-Est siriano e il resto del Paese, che dal confine con l'Iraq passa per la citta' di Manbij fino ad arrivare a Latakia, dove sorge una delle due basi militari russe.

Teheran avverte, inaccettabili basi militari turche

Al tavolo si siede anche l'Iran che considera come "inaccettabile" qualsiasi azione della Turchia per stabilire basi militari in Siria. "I turchi possono avere le basi che vogliono e fare quello che vogliono sul proprio territorio e all'interno dei loro confini, ma se si parla di stabilire basi turche in Siria, questo è inaccettabile", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Moussavi.

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