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Offensiva contro i curdi in Siria: gli USA sanzionano la Turchia

Offensiva contro i curdi in Siria: gli USA sanzionano la Turchia
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REUTERS/Khalil Ashawi
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Un rimedio alla decisione più criticata degli Stati Uniti: ritirare, proprio durante l'offensiva turca, tutti i soldati dalla Siria. Il presidente americano Donald Trump comunica al mondo che no, Washington non ha definitivamente scaricato i curdi, ex alleati contro l'ISIS ora vittime dell'offensiva turca nel Kurdistan siriano. Così ieri gli Stati Uniti hanno emesso sanzioni contro tre alti funzionari turchi e annunciato il raddoppio dei dazi sull'acciaio turco. Inoltre Trump ha telefonato al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan chiedendogli di fermare l'attacco e mobilitato il suo vice Mike Pence, che si recherà in Turchia.

"Gli Stati Uniti vogliono che la Turchia fermi l'invasione, attui un immediato cessate il fuoco e inizi a negoziare con le forze curde in Siria per porre fine alla violenza", ha illustrato la linea, Pence.

Tiepidi gli Stati UE: stop alla vendita delle armi alla Turchia ma niente sanzioni

Ieri sono venute allo scoperto anche le posizioni europee durante una riunione dei ministri degli esteri dell'Unione in Lussemburgo. Federica Mogherini, Capo degli Esteri dell'UE, ha comunicato di temere come "conseguenza immediata di queste attività militari nel nord-est della Siria" il ritorno del Daesh, che "possa ritrovare il suo spazio di respiro all'interno di quel territorio".

Nessuna sanzione contro la Turchia, nessun embargo: alla fine i 28 firmano solo una dichiarazione che sancisce l'impegno di ogni Stato a non vendere, in futuro, le armi alla Turchia. A frenare, temendo una riapertura della rotta balcanica dei migranti, sono stati Gran Bretagna, il gruppo di Visegrad e la Germania.

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