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Brexit, Johnson chiama Merkel. Bruxelles: i negoziati continuano

Brexit, Johnson chiama Merkel. Bruxelles: i negoziati continuano
Diritti d'autore REUTERS/Henry Nicholls
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Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Ma la prospettiva di un divorzio senza accordi si avvicina

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Le possibilità di una Brexit senza accordi sono aumentate dopo una telefonata tra il premier britannico Boris Johnson e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Secondo quanto riferisce Downing Street tra i due si è parlato dell'ipotesi di una intesa come di qualcosa di "assolutamente improbabile". Dal canto suo Berlino interpreta la telefonata come una iniziativa di Johnson per deliberatamente chiudere i colloqui, concordando sul punto con le accuse dei laburisti al premier.

"Invece di cambiare posizione e rispondere alle domande, preferiscono chiudere la discussione sei giorni dopo aver messo delle proposte sul tavolo. L'unica conlcusione è che il governo ha avanzato proposte destinate in partenza a fallire, e gioca a scaricabarile, invece di mettere in primo piano l'interesse del Paese", dice Keir Starmern del partito laburista.

Opinione questa condivisa anche dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che l'ha ribadita in un messaggio sui social diretto a Boris Johnson: "La posta in gioco non è vincere uno scaricabarile. (...) Non vuoi un accordo, non vuoi una proroga, escludi una revoca: quo vadis?"

La linea ufficiale di Bruxelles è di lasciare la porta dei negoziati aperta a oltranza. Lo ha sottolineato la portavoce della Commissione, Mina Andreeva: "I colloqui tecnici continuano oggi, dunque non vedo come si sarebbero potuti interrompere se sono in corso... Il capo negoziatore europeo Michel Barnier presenterà domani al Consiglio dei Commissari le sue informazioni sullo stato dei colloqui col Regno Unito; colloqui che continuano".

A Bruxelles si è visto anche il negoziatore britannico, Frost, a cui è stato assegnato il compito di convicere della bontà delle ultime proposte: un compito di fatto impossibile, dato che l'Europa bolla il piano di Londra come "profondamente imperfetto" e ribadisce la preoccupazione per le conseguenze di un ritorno dei confini tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord.

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