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Brexit, la questione irlandese e il timore per un ritorno al terrorismo

Brexit, la questione irlandese e il timore per un ritorno al terrorismo
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REUTERS/Peter Nicholls
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A sole 4 settimane dall'uscita prevista del Regno Unito dall'Unione europea, la questione del confine tra l’Irlanda, membro dell’Unione europea e l’Irlanda del Nord, che appartiene al Regno Unito, è uno dei dossier più spinosi. Tra le proposte che il premier britannico presenterà all'Ue giovedì, insieme all'intero piano, il tema sul confine irlandese sarà uno di questi. Entrambe le parti vogliono impedire che si ristabilisca un confine “fisico” per evitare tensioni comunitarie nell’Irlanda del Nord. Il punto è come farlo, punto sul quale non c'è accordo.

Subito vengono in mente le immagini dell'omicidio della giovane giornalista Lyra Mckeeper il quale è sospettato il gruppo terrorista New Ira. Omicidio risalente soltanto a pochi mesi fa (aprile 2019).

Eugene Reavey, membro noto del movimento "Verità e riconciliazione", vittima di terrorismo (nel 1976 i suoi 3 fratelli sono stati uccisi nella sua abitazione dalla furia terrorista) parla di rancori che alcuni gruppi legati ai vecchi provos dell'Ira possono ancora nutrire e scatenare violenza nel caso si reinstallino i controlli al confine.

Eamonn Mallie, co-autore con Patrick Bishop, di un libro importante sulla storia del conflitto irlandese e sulla scissione interna all'IRA, The Provisional IRA, il gruppo di fuoco nato fra il 1969 e il 1970 proprio con la scissione, ha riferito al nostro corrispondente Ken Murray che lo ha intervistato a Belfast per l'occasione, che è ben non antiicpare già sentimenti di odio e tensione perché già latenti e presenti nella società.

Un corrispondente politico per il quotidiano Belfast news letter, Sam McBride, dal canto suo, registra come sia difficile non si presenti l'alta tensione tra le parti:

"I dissidenti repubblicani - spiega McBride - sono propensi ad approfittare di qualsiasi opportunità che giustiifchi la violenza, qualsiasi cosa che possa essere appoggiata dalla comunità e possa dare supporto a un attacco ai confini.

Per le strade di Belfast, intanto, il nostro corrispondente ha potuto raccogliere i timori misti a speranza di alcuni residenti a che non tornino quei tempi bui. Uno di loro, un giovane, in particolare ha affermato:

"Sono preoccupato per questa questione in previsione dei posti di controllo al confine. prego Dio davvero affinché non si arrivi a una lotta armata o che non tornino quei tempi".