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Addio a Chirac, statista europeo

Addio a Chirac, statista europeo
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REUTERS/Charles Platiau/File Photo
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Bere un calice di birra ad Aquisgrana nel 2004 non fu un semplice gesto di diplomazia casual da parte di Jaques Chirac con la sua controparte tedesca. Il defunto presidente francese siglò con l'ex cancelliere tedesco Gerhardt Schroder una relazione speciale, che andò ben oltre il tradizionale asse franco tedesco.

Per lui rappresentò una svolta, una decisione pragmatica motivata dall'idea che l'Europa dovesse contenere l'approccio unipolare degli Stati Uniti, dopo che Washington aveva invaso l'Iraq nel 2002 e rovesciato il regime di Saddam Hussein.

"Il mondo e l'Europa hanno capito che Chirac aveva dei valori profondi, una visione a lungo termine del mondo e dell'evoluzione delle nazioni. Così, in quel momento divenne uno statista europeo", afferma l'eurodeputato francese Bernard Guetta.

Tony Blair in Gran Bretagna, Aznar in Spagna, il Portogallo di Barroso e i paesi dell'Europa centrale che in quel momento stavano per aderire all'UE erano a favore di quella guerra.

Francia, Germania, Belgio e Lussemburgo avevano capito che era tempo di sviluppare delle proprie strutture di difesa e di politica estera dell'UE.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, lo definisce un amico dell' Europa, dell'Africa e dell' Asia.

Chirac interpretò l'idea di Europa che emergeva nei primi anni del 2000. Si rese semplicemente conto che nessun paese europeo poteva svolgere un ruolo importante da solo sulla scena globale e che era tempo per un trattato costituzionale europeo. Ma il popolo francese e olandese respinsero quel trattato.

Fu l'inizio della spaccatura tra l'Europa settentrionale, meridionale e orientale, nonostante i tentativi di evitare il peggio.

Famose le sue parole, pronunciate proprio quando si preparava a ritirarsi dalla vita politica.

"L'Europa è stata un'avventura meravigliosa e non è stata facile".

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