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Incendi in Amazzonia: 12 milioni di ettari in fumo. La Bolivia riceve gli aiuti europei

Incendi in Amazzonia: 12 milioni di ettari in fumo. La Bolivia riceve gli aiuti europei
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Oltre 224.000 incendi hanno devastato, quest’anno, l'intero bacino Amazzonico. 12 milioni di ettari di foresta sono stati ridotti in cenere. La maggior parte in Brasile, ma anche la Bolivia ha perso le sue foreste. Oltre 2 milioni di ettari di boschi e savana sono andati in fumo solo negli ultimi due mesi. Il Paese ha dispiegato oltre 5.000 persone per combattere le fiamme, inclusi vigili del fuoco, esercito e volontari

Vista dall'alto, la foresta che circonda la comunità di Tierra Hermosa, mostra la devastazione degli incendi che da luglio non accennano a fermarsi. Lo stesso scenario si ripete nel resto della Chiquitanía, la regione piú colpita dai roghi, nel dipartimento di Santa Cruz. I residenti hanno iniziato a combattere contro le fiamme da soli, e ancor ora, nostante l'intervento dell'esercito e dei volontari le fiamme non sono state spente del tutto.

"Ci siamo riuniti in gruppi per fermare il fuoco. Lavoriamo di sera e di notte, ma gli incendi continuano ad avanzare. I roghi passano dai rami e le scintille portano le fiamme fino a 30, 40 chilometri di distanza", ci spiega un residente, Reynaldo Rodríguez

Secondo gli esperti, tra le possibili cause dei roghi, ci sarebbe la tradizione ancestrale del chaqueo, ovvero tagliare e bruciare la foresta per poi sfruttare il terreno liberato dagli alberi. Nonostante questo, i residenti raccontano di aver subito pesanti perdite. Qui si vive di agricoltura e allevamento. Eleuterio ci ha accompagnato fino al suo campo di banane, andato a fuoco la notte prima nella comunità di Guadalupe. "Queste banane si sono carbonizzate. Qui c’era quello che vendiamo in città e anche quello che mangiamo. Ora non so cosa faremo. È tutto così. Abbiamo perso tutto".

All’inizio di settembre, una squadra di circa 40 vigili del fuoco francesi, altamente specializzati è arrivata nella regione per sostenere i team locali.

L'intervento fa seguito alla richiesta di soccorso del governo boliviano all'Europa, il che ha innescato il Meccanismo di Protezione Civile europeo. Noi eravamo con loro durante il primo intervento a Tierra Hermosa. Rodolphe Avenel, della Protezione Civile francese ci mostra con che attrezzatura intervengono: "Abbiamo un decespugliatore, che ci consente di grattare il terreno e separare i carburanti, poi uno zaino estintore, che puo' essere riempito con venti litri d'acqua".

Trasportare l'acqua in questa zona non è facile, per questo viene utilizzata con parsimonia. La prima squadra ha camminato per circa un chilometro nella foresta prima di trovare le fiamme. In questo caso il fuoco sta progredendo contro vento, alimentato da foglie e rami secchi. "Potrebbe sembrare banale, ma è sufficiente, per questo tipo di incendio in cui le fiamme non sono violente, grattare il terreno. Abbiamo portato via l'humus e le foglie secche. Questo significa che se il fuoco ora vuole avanzare, non trova niente da bruciare, c'è solo la terra", ocnclude Rodolphe Avenel.

E' una sfida contro il tempo per le squadre spostarsi tra le zone degli incendi e la base operativa a San Ignacio. Noi abbiamo impiegato otto ore per andare e tornare su strade sterrate. A San Ignacio l'Unione europea ha installato il suo Centro di Coordinamento per le Emergenze. Otto esperti provenienti da tutta Europa fanno in modo che l'assistenza si concretizzi nel modo più rapido possibile.

Iván Herreras Hernández, Capo Squadra del Centro di Coordinamento per le Emergenze della Protezione Civile Europea, spiega che all'inizio il loro lavoro consiste nel coordinare gli aiuti che gli Stati membri inviano. "Diamo assistenza con lo spiegamento delle unità e delle attrezzature che ci vengono inviate. Consigliamo alle autorità locali il modo migliore per utilizzare questi team e queste risorse e suggeriamo anche il modo migliore per gestire l'emergenza".

L'Unione sta fornendo assistenza alla Bolivia con attrezzature, squadre e informazioni, come le ultime immagini satellitari provenienti da Copernicus. Il Programma europeo di osservazione terrestre fornisce al Paese dati immediati sulla localizzazione e lo sviluppo degli incendi. Un modo per combattere le fiamme in maniera più veloce ed efficace.