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Madrid (e non solo): in migliaia contro la violenza domestica sulle donne

Madrid (e non solo): in migliaia contro la violenza domestica sulle donne
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È la notte delle donne a Madrid, dove migliaia di manifestanti si sono radunati venerdì 20 settembre contro la violenza domestica. L' "emergenza femminista", come l'hanno chiamata le organizzatrici, ha attecchito in oltre 200 città spagnole e fatto breccia anche a Parigi, Lisbona e Buenos Aires. Violenza domestica e parità di genere i leit motiv della intera manifestazione.

Non solo donne a manifestare a Madrid contro la vioenza di genere

I dati infatti sono ormai bollettini di guerra un pò ovunque: in Europa ma anche in Argentina e in Brasile. In Spagna, in particolare, 42 sono state le donne uccise dai propri compagni nel 2019, e 32 i bambini che sono rimasti orfani di madre. Solo questa settimana, a meno di 48 ore una dall’altra, sono state uccise altre due donne.

Dall'inizio della raccolta dei dati relativi ai femminicidi, da parte del governo spagnolo, nel 2003, sono state uccise dai loro partner o ex partner in tutto 1.017 donne.

In Spagna il tema è molto sentito, in generale. Lo scorso 8 marzo, durante la festa internazionale per le donne, una imponente manifestazione si è svolta, sempre a Madrid, dove erano presenti fino a 375mila persone (altre 200 mila a Barcellona), stando ai dati ufficiali citati allora dal País.

Francia

Ma in Francia le cose sembrano andare ancora peggio. Nel 2017, 125 persone sono morte sotto i colpi del loro congiunto o ex congiunto, 109 donne e 16 uomini, secondo i dati del governo. In Francia, una donna muore, dunque, ogni 3 giorni a causa di questo tipo di violenze.

Violenza e media in Italia

In Italia a parlar chiaro e a riportar nero su bianco la "violenza" del dato è l'Istat le cui statistiche arrivano fino al 2017 (quando le donne assassinate sono state 115) . Dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2018 le donne vittime di femminicidio sono state 92 (il 68,7 per cento dei 134 omicidi in ambito familiare). "Una media di 150 l'anno, quasi uno ogni due giorni", aveva ricordato il Ministro Bonafede, che aggiunse: "Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l'85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all'interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking".

Intanto, il 17 settembre esplode in Italia il caso dell'intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli a Porta a Porta, con il conduttore nel mirino delle Commissioni pari opportunità degli organismi dei giornalisti che hanno invocato i vertici Rai, mentre il M5s ha annunciato un esposto all'Agcom e Leu lo ha fatto in Vigilanza.

L'intervistata stessa ha denunciato la situazione di disagio in cui si è venuta a trovare: "Le luci, la concitazione, il pubblico, i tempi velocissimi mi hanno frastornato in modo tale da impedirmi di capire cio' che era appena successo, ma ora a mente piu' fredda dichiaro di sentirmi profondamente offesa dal tono e dai modi usati da Vespa nel corso della trasmissione. Mi sento offesa anche a nome di tutte le donne che non sono state 'fortunate'come me".

Il conduttore pur scusandosi per i toni equivoci ha accusato l'Ordine dei Giornalisti di strumentalizzazione.