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Riders, si indaga a Milano ma il problema è in tutta Europa

Riders, si indaga a Milano ma il problema è in tutta Europa
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Stranieri irregolari che per lavorare come fattorini subaffitavano l'identità di colleghi già registrati sulle piattaforme per la consegna del cibo a domicilio

L'indagine della procura di Milano sul caporalato digitale tra i riders, ha raiperto la spinosa questione della gig economy - quella dei servizi tramite app - un settore che in tutto il mondo conta milioni di lavoratori, subordinati di fatto ma quasi sempre inquadrati come collaboratori senza tutele.

La categoria piu conosciuta è per l'appunto quella dei Riders, i fattorini in bicicletta: soltanto in Italia se ne contano circa 10mila, stessa cifra stimata per la Spagna; mentre risultano piu del doppio in Franciadove la paga è però tra le piu alte in Europa. La media europea è in questo senso di 5 euro a consegna o 12,50 euro lordi all'ora: ma le differenze tra i paesi sono alte e proprio l'Italia risulta tra i paesi peggiori in cui lavorare.

BASTA CAPORALATO E SFRUTTAMENTO: SUBITO UNA LEGGE PER ESTENDERE I DIRITTI! La procura di Milano ha aperto un’indagine...

Publiée par Riders Union Bologna sur Jeudi 19 septembre 2019

Per quanto riguarda l'inquadramento giuridico, quasi ovunque si naviga nella deregolazione piu totale: un caso esemplare è considerata la California - patria di aziende di questo tipo - che appena dieci giorni fa una legge che riconosce lo status di dipendenti a circa un milione di lavoratori tra fattorini e altri impiegati nella gig economy.

Lo stesso è accaduto in Spagna con una raffica di sentenze da parte delle procure di Barcellona, Valencia e Madrid, anche se una legge rimane ancora assente; mentre in Italia la questione resta all'ordine del giorno, con i rider - ancora lotani dall'ottenere un inquadramento dipendente - che si sono riuniti in diversi sindacati spontanei per protestare contro incidenti, paghe da fame e assenza di tutele relative a sicurezza e previdenza sociale,