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Italia-Francia, Conte:"Disponibilità e apertura sulla redistribuzione dei migranti mai avute prima"

Italia-Francia, Conte:"Disponibilità e apertura sulla redistribuzione dei migranti mai avute prima"
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Un vertice per archiviare le tensioni diplomatiche degli ultimi mesi e rilanciare la collaborazione tra Francia e Italia. A Palazzo Chigi è andata in scena la cena della pace tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron. Numerosi i temi in agenda, dal conflitto in Libia alla gestione dell'immigrazione, argomenti già affrontati nel recente G7 di Biarritz.

"L'Unione europea - ha detto Macron - non ha dato prova di sufficiente solidarietà coi paesi di primo approdo, in particolare con l'Italia. La Francia è pronta a evolvere su questo punto nell'ambito della revisione completa degli accordi di dublino. Auspico che si lavori insieme a una soluzione nuova, più forte, più solidale. Sono convinto che serva un meccanismo europeo automatico di accoglienza degli immigrati che consenta di permettere a Malta e all'Italia che prima dell'arrivo i migranti possano essere presi in carico. Credo che possiamo difendere una posizione comune in Ue perché tutti i Paesi partecipino in un modo o in un altro alla solidarietà europea oppure vengano penalizzati seriamente".

Sono tre i principi sui quali Macron, infatti, si è detto pronto a virare in soccorso verso l'Italia: in primis un'esigenza di umanità, poi un'esigenza di solidarietà che troppo spesso è mancata in Ue; e infine il principio dell'efficacia: "i disaccordi politici hanno portato a un approccio inefficace e nel prevenire arrivi e a contrastare movimenti secondari", ha affermato infine il Presidente francese.

Per quanto riguarda la Libia, Macron ha parlato di dossier "oggetto di una vera e propria convergenza franco-italiana: "abbiamo saputo lavorare insieme dando messaggi univoci ai nostri partner, convinti entrambi che la via di uscita sarà trovata solo con il compromesso politico e il dialogo. Anche al G7 di Biarritz abbiamo difeso insieme l'idea di una conferenza internazionale libica e una interlibica per la riconciliazione di tutte le parti".

"L'incontro - ha detto Conte - testimonia l'intenzione di contribuire insieme sulla base di una comune responsabilità, al rilancio della Ue. Siamo in una fase cruciale e lavoreremo con una nuova commissione che ci offrirà l'occasione per lavorare a un crescita maggiore occupazione maggiore. Abbiamo discusso in totale franchezza e concordia su come rendere l'Ue più sociale, più sicura, più rispettosa dell'ambiente, in vista del 'new green deal', e più forte anche nel mondo".

Non che Conte voglia cedere sul ruolo che si è ritagliato nei mesi scorsi sulla Libia. Se da un lato Sarraj resta il primo interlocutore di Roma, dall'altro Conte ha messo l'accento sull'opportunità di una maggiore "responsabilità" di Tripoli nella gestione dei migranti: "l'Italia è disponibile a fornire la Guardia costiera libica di più mezzi ma a patto che aumentino i controlli sui flussi "ab origine", ha detto. Anche perché nella trattativa con la Francia e gli altri Paesi Ue per la ridistribuzione dei migranti il nodo, per l'Italia, resta quello dei migranti economici che rappresentano la maggioranza degli arrivi ma che gli altri Paesi europei hanno intenzione di escludere dalla ripartizione. I due dossier Libia-Immigrazione sono dunque legati a doppio filo.

Prima di incontrare Conte, Macron era salito al Quirinale per una visita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non una vera e propria viista di Stato (infatti non era presente il nuovo Ministro degli esteri Luigi Di Maio), ma un passaggio obbligato dopo la recente bufera impersonata da Salvini sulla quale Mattarella ha giocato un ruolo.

Non ci sta certo Matteo Salvini, ora fuori dal palazzo, che tuona sui social contro un ritorno ai porti aperti, e usa parole dure contro il Presidente del Consiglio "Da avvocato del popolo a traditore del popolo, che misera fine", ha scritto il segretario della Lega.

A metà giornata il premier italiano aveva ricevuto a Palazzo Chigi a Fayez al Serraj. Nel vertice, durato poco più di un'ora, Conte avrebbe ribadito il sostegno italiano al Governo di Accordo Nazionale.