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L'ultimo regalo di Herr Draghi

L'ultimo regalo di Herr Draghi
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È una sorta di regalo d'addio. Mario Draghi offre l'ultimo colpo in occasione del penultimo consiglio direttivo della Banca centrale europea che presiede prima di lasciare il 31 ottobre. Il presidente della Bce annuncia un pacchetto di nuove misure di stimolo economico che hanno fatto crollare i tassi dei bond, Italia inclusa. Obiettivo un nuovo taglio dei tassi dal -0,4% a -0,5% o persino -0,6%; una modifica, escludendo un rialzo dei tassi fino a quando l'inflazione non sarà solidamente al 2% . Per ora questo impegno si limita alla metà 2020, nuove misure per il sistema bancario; e infine un nuovo round di acquisti di bond che riaprirebbe il quantitative easing, l'alleggerimento quantitativo, per rilanciare le economie più in affanno con aiuti che potrebbero arrivare a 20 miliardi al mese.

Sul tavolo ci sono anche misure per mitigare l'impatto sui margini delle banche dai tassi negativi, con un possibile extra che escluderebbe da una simile penalizzazione una porzione dei depositi bancari, e un nuovo round di maxi-prestiti alle banche. Altro tema quello della rescita lontana dalle stime anche a causa del rallentamento dell'economia tedesca, vittima della guerra tariffaria con gli Stati Uniti. Una crisi che ha trascinato con sé l'intera economia europea.

Una responsabilità pesantissima per il prossimo inquilino del grattacielo di Sonnemanstrasse a Francoforte, sede della BCE. Gli equilibri che si definiranno qui potrebbero segnare gli inizi del mandato di Christine Lagarde, che promette continuità con la linea di Draghi, ma che dovrà anche costruire un'altrettanto valido consenso fra i banchieri delle banche centrali che non hanno sempre visto di buon occhio l'interventismo di Herr Draghi.

Se però il taglio dei tassi sembra cosa fatta di fronte ad aspettative inflazionistiche che restano, si diceva attorno all'1,2%, alla minaccia dei dazi e alle incertezze di Brexit, la formulazione delle linee guida della BCE che verrà resta da definire. La situazione politica instabile in alcuni paesi come Spagna e Italia, il rallentamento economico in Cina, le incertezze sull’economia globale causate dalle tensioni della guerra commerciale tra Usa e Cina e la possibilità di una hard Brexit hanno causato una pesante azione di politica monetaria. Resta da vedere se il prossimo presidente della Bce vorrà cambiare il corso delle cose.