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Morto Stefano delle Chiaie: le cose che non si dicono (e non si scrivono)

Morto Stefano delle Chiaie: le cose che non si dicono (e non si scrivono)
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E' morto la notte scorsa all'ospedale Vannini di Roma Stefano Delle Chiaie, 82 anni, ex esponente storico della destra neofascista.

Accusato di concorso in strage nell’attentato di Bologna del 2 agosto 1980, e poi da questo assolto definitivamente nel 1992 per "insufficienza di prove", viene arrestato dopo anni di latitanza il 1 aprile del 1987 a Caracas (Venezuela) per la testimonanza che doveva rendere sullla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 sull'altro neofascista, infiltratosi come anarchico, Mario Merlino, processo dal quale anche uscì assolto. L'arresto seguì alla sua rocambolesca fuga nei paesi sudamericani, a cui era arrivato nel 1974, e inseguito da un mandato di cattura per concorso in strage, dopo aver conosciuto il dittatore cileno Augusto Pinochet per il quale in Cile contribuirà all'attività di propaganda.

Delle Chiaie è stato anche fondatore di Avanguardia Nazionale, a fine anni 50, (sciolta poi per ricostituzione del partito fascista l’8 giugno 1976) affine all'altro movimento di estrema destra, il Centro studi Ordine Nuovo, maggiormente coinvolto nel periodo che va sotto il nome di strategia della tensione. Movimento che fondò insieme a Pino Rauti, con cui era partito nel '68 insieme ad altri 51 esponenti di destra, tra cui l'agente del SID Stefano Serpieri, Giulio Maceratini e il già citato Mario Merlino, per un viaggio di istruzione sulle tecniche di infiltrazione nella Grecia dei Colonnelli, a spese del governo greco. Tra loro anche esponenti della destra calabrese legati alla 'ndrangheta.

Negli anni '90 in cui, anche, fu coinvolto in alcune indagini per attentati a dei treni, sancì la nascita della Lega Nazionale Popolare presentandosi nelle liste della Lega delle Leghe. Alcune recenti inchieste, poi archiviate, hanno inserito questa nascita all'interno di una più ampia indagine sulla destabilizzazione politico-criminale insieme ad appartenenti alla massoneria, la criminalità orgamizzata sicilaina e calabrese e ai servizi segreti.

Fu infatti indagato, insieme all' ex capo della P2 Licio Gelli, il capo di Cosa nostra Totò Riina, i boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano (quest'ultimo attualmente sotto accusa nel processo cosiddetto 'ndrangheta stragista insieme al calabrese Rocco Filippone), il commercialista massone Giuseppe Mandalari, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa ed i boss catanesi Eugenio Galea e Giuseppe Ercolano. Secondo un rapporto della DIA, acquisito in quella inchiesta, dal nome evocativo, "Sistemi Criminali", la stagione delle stragi del '92 e del '93 ricalca il modello operativo della strategia della tensione degli anni '70.

Paolo Bolognesi, presidente delle associazioni delle vittime della strage di Bologna, impegnato come parte civile nell'ultimo processo aperto sulla strage (e diviso in due tronconi, l'altro di sola indagine è aperto dalla procura generale) ci ha confermato che delle Chiaie non era più entrato nelle indagini sull'eccidio alla stazione. Il suo nome, tuttavia, si incontra nel contesto generale politico-eversivo indicato anche nella relazione sui mandanti esterni preparata dalla parte civile.

E' solo una parte della lunga vita di Delle Chiaie (ma parte significativa) conosciuto anche con il soprannome di er caccola per la sua statura, che riportare tutta qui richiederebbe un libro intero per i contesti che coinvolge.