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Germania: perché le elezioni in Brandeburgo e Sassonia sono importanti

Germania: perché le elezioni in Brandeburgo e Sassonia sono importanti
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1. Chi vota il 1° settembre?

Domenica 1 settembre sono in programma le elezioni in Brandeburgo e Sassonia, due dei sedici stati federati della Germania. Entrambi si trovano nella parte orientale del paese.

In Brandeburgo gli elettori possono votare dall'età di 16 anni, ma per essere eletti bisogna averne 18. Hanno diritto al voto al voto 2 milioni dei 2,5 milioni di abitanti dello stato che circonda Berlino. La capitale Potsdam ha 160.000 abitanti.

In Sassonia sono 3,3 milioni i cittadini chiamati alle urne. Lo Stato ha poco più di quattro milioni di abitanti.

La città più grande della regione è Lipsia, con quasi 600.000 abitanti, mentre la capitale Dresda.

Chemnitz - teatro lo scorso anno di proteste xenofobe dopo l'uccisione di un tedesco durante una lite con un iracheno e un siriano - ha quasi 250mila abitanti.

2. Quali sono gli attuali governi?

Il Brandeburgo è governato da una cosiddetta coalizione rosso-rossa formata da socialdemocratici (Spd) e sinistra (Linke). Il politico della Spd Dietmar Woidke è a capo del governo dal 2013, quando ha preso il posto di Matthias Platzeck, politico molto noto in Germania che si era dovuto dimettere per motivi di salute. Woidke è un ingegnere agricolo 57enne di Lusazia, è sposato e ha una figlia: è molto popolare a livello regionale (è celebre la sua passione per la musica rock).

Nelle elezioni del 2014 la Spd è stato il partito più forte con il 31,9% delle preferenze, seguito dalla Cdu con il 23%, dal Linke con il 18,6%, dall'AfD con il 12,2% e dai Verdi con il 6,2%. L'affluenza alle urne è stata solo del 47,9%.

La Sassonia è governata da una coalizione Cdu-Spd guidata dal 2017 dal cristianodemocratico Michael Kretschmer. Il precedente ministerpräsident Stanislaw Tillich si era dimesso nell'ottobre 2017 dopo che l'AfD aveva ottenuto più voti della Cdu nelle elezioni federali.

Il 44enne Kretschmer viene da Görlitz e ha seguito da vicino le proteste di Chemnitz. Ha studiato ingegneria industriale e ha due figli con la sua compagna. A Görlitz l'AdD schiera Sebastian Wippel, 37enne sovrintendente di polizia che era quasi riuscito a farsi eleggere sindaco nelle elezioni dello scorso maggio.

Nelle elezioni statali del 2014, la Cdu aveva raggiunto il 39,4%, Linke il 18,9%, la Spd il 12,4%, l'AfD il 9,7% e i Verdi il 5,7%.

3. Cosa dicono gli ultimi sondaggi?

A pochi giorni dal voto in Brandeburgo i sondaggi vedono Spd e AfD più o meno allo stesso livello.

La soglia di sbarramento del 5% rischia di tenere fuori dal parlamento di Potsdam i candidati del Partito Liberale Democratico (Fdp).

Ci si aspetta che dopo le elezioni Spd e Linke si siedano al tavolo con i Verdi per dare vita ad una coalizione rosso-rosso-verde.

In Sassonia la Cdu, nonostante il calo nei consensi, conserva ancora un leggero vantaggio sull'AfD. Dalla caduta del muro lo stato è sempre stato governato da primi ministri della Cdu ed è quindi considerato la patria dei cristianodemocratici.

I Socialdemocratici, alleati di governo della Cdu, hanno visto crollare i loro consensi e, stando ai sondaggi, sono ampiemente dietro a Linke e ai Verdi nelle preferenze degli elettori.

4. Quali sono le questioni più importanti della campagna elettorale?

Uno dei temi principali della campagna elettorale è la decisione di eliminare gradualmente il carbone e il relativo cambiamento strutturale, nonché la perdita di posti di lavoro.

Secondo le proposte della Commissione carbone, la Germania eliminerà gradualmente entro il 2038 la produzione di energia elettrica legata all'estrazione del carbone. Il governo federale di Berlino ha deciso in estate di investire 40 miliardi di euro nei prossimi 20 anni nelle zone interessate. Ma i timori non sono stati affatto placati.

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, la campagna elettorale riguarda anche i cittadini della Germania dell'est che si sentono ancora "dipendenti" economicamente. Anche se, secondo le statistiche, ciò non sempre corrisponde alla realtà, ma si basa piuttosto sui sentimenti.

Come per tutte le elezioni dal 2015, la politica sui migranti di Angela Merkel e i suoi effetti sono un argomento molto discusso.

5. Perché ci si aspetta che l'AfD si rafforzi?

Negli ultimi anni l'AfD, partito populista di estrema destra, ha conquistato più voti nella Germania orientale che in quella occidentale. Con il suo slogan "Wende 2.0" ("Svolta 2.0"), il partito ha puntato molto sulla percezione che i tedeschi dell'Est si sentano svantaggiati rispetto all'Ovest.

L'organizzazione xenofoba Pegida, vicina all'Afd, ha usato in diverse manifestazioni lo slogan 'Il popolo siamo noi', lo stesso utilizzato dal movimento per i diritti civili durante le celebri "manifestazioni del lunedì" che si tennero nel 1989 a Lipsia per protestare contro il regime comunista. Una scelta criticata da numerosi ex attivisti per i diritti civili. L'AfD ha anche stampato lo slogan sui suoi manifesti elettorali.

In molte città e comunità della Germania orientale i politici dell'AfD sono riusciti a entrare nelle istituzioni. In molti casi sono personalità che godono di prestigio locale. Anche se tutti i partiti tradizionali hanno escluso coalizioni con i populisti di destra, questa demarcazione è molto meno presente nella politica locale.

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino molti osservatori ritengono che la Germania appaia sempre più divisa. Molti tedeschi della Germania occidentale non riescono a capire i motivi dietro il crescente successo dell'AfD nell'est del paese.

I risultati elettorali nel Brandeburgo e in Sassonia sono visti anche come un indicatore dell'umore tra i cittadini della Germania dell'Est. Il paese rischia di trovarsi ancora una volta spaccato a metà: a ovest i partiti tradizionali, pur fiaccati dalle ultime batoste elettorali, a est la marea crescente dell'ultradestra.