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Argentina: Macri e la manovra "elettorale"

Argentina: Macri e la manovra "elettorale"
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REUTERS/Luisa Gonzalez
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Sarà che in Argentina la via della stabilizzazione economica è tutt'altro che imboccata. Sarà che la destra liberale che piace ai mercati ha subìto uno stop con la vittoria alle primarie del tandem peronista Alberto Fernandez-Cristina Kirchner. Sta di fatto che il presidente in calo di consensi, Mauricio Macri, ha annunciato una manovra da 40 miliardi di peso (720 milioni di dollari circa), nel tentativo di recuperare terreno e fiducia dei cittadini.

"Adesso dobbiamo stare calmi - dice Daniel Pesek, commerciante argentino - non dobbiamo aumentare i prezzi, tenendo conto del potere d'acquisto della popolazione. Cercheremo di mantenerli invariati, i prezzi, in modo che la gente possa continuare a comprare. Questa è la mia idea".

La manovra ha in cantiere sgravi fiscali per i meno abbienti e per le piccole e medie imprese. Il governo congelerà il prezzo della benzina per 90 giorni, garantirà più borse di studio e bonus extra ai dipendenti pubblici. Ritoccati verso l'alto anche i salari minimi.

Secondo gli analisti economici, come Matias Carugati, Chief Economist di Management & Fit, da qui alle elezioni di ottobre si assisterà nel Paese a una periodica instabilità e volatilità finanziaria. Al momento i mercati sembrano infatti aver perso fiducia in Macri e nelle sue possibilità di essere rieletto. Anche il giorno dell'annuncio della manovra, il peso ha continuato a scendere e la borsa di Buenos Aires ha chiuso in rosso.