Tonnellate di plastica in uno sperduto atollo del Pacifico
E' l'incubo degli ambientalisti diventato realtà. Un atollo da favola trasformato in un'isola piena di spazzatura. E' quello che è successo all'isola di Henderson nell'arcipelago di Pitcairn nell'Oceano Pacifico. Migliaia di tonnellate di plastica si sono accumulate sull'isola sperduta a metà strada tra la Nuova Zelanda e il Perù.
Nel 1988 era stata inserita nel patrimonio Unesco per la sua varietà di specie animali dovute al vortice subtropicale del Pacifico meridionale, che porta sull'isola nutrienti che contribuiscono alla proliferazione di ricca fauna selvatica. Ma è lo stesso vortice che porta sull'isola spazzatura proveniente da tutto il mondo. E quel che è peggio le onde frantumano i rifiuti fino a renderli quasi un pulviscolo praticamente invisibile che finisce nella pancia di uccelli e tartarughe.
A giugno una ricercatrice australiana, Jennifer Lavers, ha organizzato sull'isola una raccolta dei rifiuti ssull'isola che, in due settimane di lavoro, ha consentito di raccogliere sei tonnellate di plastica. Ma è stato straziante dice "vedere come il lavoro venisse vanificato come in una sorta di fatica di Sisifo: pranzavamo e vedevamo che l'oceano portava boe, pezzi di corda e dei rifiuti".
Questa esperienza dimostra che pulire le spiagge è una soluzione effimera: si deve "chiudere il rubinetto e restringere sempre di più l'uso della plastica monouso nel mondo. C'è così tanta plastica nel mondo che bisogna evitare che aumenti ancora di più".