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Oro nero sempre più caro

Oro nero sempre più caro
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Oro nero sempre più caro. In avvio di settimana il prezzo del petrolio torna a salire, spinto da diversi fattori geopolitici. A cominciare dalle crescenti tensioni con l'Iran nel Golfo Persico, crocevia dei traffici marittimi di greggio dove i reparti militari di Teheran hanno effettuato un intervento su una petroliera britannica. E così le quotazioni accelerano il passo e il barile di Brent, guadagna 1,27 dollari rispetto alla chiusura di venerdì, a 63,74 dollari.

A controbilanciare al rialzo le quotazioni ha contribuito anche l'annuncio della compagnia petrolifera della Libia della chiusura temporanea del principale giacimento del Paese, a El Sharara, vicenda che compromette forniture per quasi 300 mila barili al giorno. Intanto i produttori mostrano di rispettare le regole di limitazione dell'offerta che si sono appena ripromessi di

mantenere fino al 2020 in sede di Opec allargata ai maggiori esportatori non allineati. L'offerta dell'Arabia Saudita, primo produttore globale è ai minimi da quasi un anno e mezzo.