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Iraq e Siria: la guerra dell'acqua

Iraq e Siria: la guerra dell'acqua
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L'Iraq, il paese dei due fiumi, Tigri e Eufrate, è diventato un deserto nella regione di Bassora, e in generale in tutto il Sud. Siccità, guerra, dighe che hanno abbassato il livello dei fiumi come mai in passato. Lo scorso anno per una pesante crisi idrica quasi 120 mila persone finirono in ospedale.

Un’emergenza sanitaria destinata a peggiorare secondo un rapporto Human Rights Watch. Se il governo iracheno non affronterà le cause che sono alla base di questa crisi idrica, fa notare una attivista dell’ONG Belkis Wille, le conseguenze potranno essere anche peggiori. Come gravissime epidemie. Ecco perchè si deve combattere prima di tutto la corruzione e mal gestione delle scarse risorse di acqua. Intanto per quattro milioni di iracheni la prospettiva è quella di lasciare le loro case. Un esodo rurale che sta alimentando la collera sociale contro la cattiva gestione dei governanti.

A questo si aggiungono 600 milioni di danni alle infrastrutture idriche causate dalla guerra in Iraq contro lo Stato islamico. Una situazione al limite che rischia di trasformarsi in un boomergan anche in Siria. Qui a Idlib, secondo l’Unicef, otto impianti idrici sono stati attaccati, nelle scorse settimane, con un impatto sull'accesso all'acqua per quasi 250.000 persone.

I combattimenti in corso nel nord-ovest del Paese hanno preso di mira servizi pubblici, fondamentali per i bambini e le famiglie specie in questo periodo mentre aumentano le temperature estive.