Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

In Turchia i missili russi che preoccupano la Nato

In Turchia i missili russi che preoccupano la Nato
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Mette in discussione il futuro della Turchia come membro della Nato l'arrivo alla base di Mürted ad Ankara, del primo lotto del sistema missilistico russo di difesa antiaerea S-400.

Nonostante le minacce da parte degli Stati Uniti di sanzioni, per cui la Turchia, finita in recessione l'anno scorso si lecca ancora le ferite, Recep Tayyip Erdoğan non è tornato suı suoı passı.

La Nato ha espresso preoccupazione per le conseguenze di questa decisione, che pregiudicherebbe l'interoperabilità delle forze armate dell'Alleanza Atlantica.

Erdogan vuole fare della Turchia una potenza euroasiatica, e l'avvicinamento alla Russia è inevitabile. L'ultimatum del Pentagono al gov erno turco, prevedeva la rinuncia ai missili di Mosca entro il 31 luglio, pena l'esclusione anche dal programma degli F-35, di cui Ankara vorrebbe acquisire oltre cento esemplari.

Gli Stati Uniti temono che gli operatori russi che formeranno i militari turchi possano rubare i segreti della tecnologia dei cacciabombardieri americani.

Questa nuova crisi internazionale potrebbe costare cara all'economia turca, e creare una nuova emorragia di consensi per Erdogan e il suo partito, ancora provati dalla sconfitta alle amministrative di Istanbul a giugno. "Se consideriamo che uno dei maggiori successi di Erdogan era l'andamento dell'economia, sarà un grosso problema per il suo futuro politico", dice l'economista Ugur Demir.

La Turchia sostiene che il sistema S-400 sia fondamentale per difendere i suoi confini meridionali con Siria e Iraq. E che al momento dell'accordo con la Russia, Stati Uniti ed Europa non avevano presentato alternative percorribili.