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La conferenza londinese sulla libertà di stampa

La conferenza londinese sulla libertà di stampa
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Se praticato con coscienza il giornalismo è una delle professioni più rischiose. La libertà di stampa si riduce ovunque mentre la fiducia nei media cala. Lo spazio multimediale è dominato da social media e dai video giochi. Il populismo si alimenta di disinformazione e le ingerenze estere minacciano l'indipendenza dei media nazionali come è stato detto alla conferenza sulla libertà di stampa 2019 a Londra.

Jeremy Hunt, Ministro degli esteri britannico: "In un mondo in cui il giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi è stato assassinato in una delegazione diplomatica saudita e la giovane giornalista talentuosa Lyra McKee è stata uccisa dai repubblicani nell'Irlanda del Nord, sarebbe facile cedere al fatalismo. Bisogna resistere perché se agiamo insieme possiamo accendere i riflettori sugli abusi e imporre un costo diplomatico a coloro che aggrediscono i giornalisti e ostacolano il loro lavoro".

Il giornalismo/propaganda

La conferenza è finita sotto i riflettori più del previsto con la decisione di non invitare le testate RT (ex Russia Today) e Sputnik per il loro "ruolo attivo nella diffusione della disinformazione".

Afshin Rattansi, giornalista: "Noi ci impegnamo nel presentare le informazioni che i governi della NATO e i media loro alleati non forniranno mai al loro pubblico".

Belle Donati, euronews: "Il governo russo vuole farlo arrivare al mondo?"

Afshin Rattansi, giornalista: "Il governo russo? Nessuno dal governo russo mi dice cosa dire o non dire su RT": contesta uno dei volti di RT

RT e Sputnik ostentano imparzialità eppure il gruppo è accusato di fare propaganta smaccata a favore della Russia; da qui le critiche che gli sono piovute addosso dal governo francese ed anche dall'autorità di controllo del Regno Unito, Ofcom, che più volte ha rilevato come RT avesse violato le regole dell'imparzialità trasmettendo contenuti "palesemente fuorvianti".

Anche in occidente la stampa è sotto scacco

In occidente per`ò resta grave il problema del modo in cui le regole della finanza e l'invasione del web hanno declassato le aziende giornalistiche sempre più assediate da gravi difficoltà.

L'era della comunicazione totale e della disinformazione

Intanto nell’era della comunicazione totale anche l’Europa dell’informazione stenta a decollare perché la morsa della finanza, la logica dominante del profitto preferiscono tenere sotto scacco la categoria dei giornalisti anche perchè il suo mercato non è più florido come un tempo.

La penalizzazione dei corrispondenti

Una dimensione che ha generato la rarefazione degli uffici di corrispondenza e l’era del "post corrispondente" precario, mal pagato, vulnerabile, ricattabile. Nel migliore dei casi i giornalisti dovrebbero essere completamente distaccati dal mondo di appartenenza per avere una visione veramente obiettiva della realtà a beneficio della comunità e dell'umanità tutta, dovrebbero essere proprio gli esseri delle lontananze destinati ad attraversare tutti i confini.

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