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Grande notte elettorale: i nuovi equilibri in Europa

Grande notte elettorale: i nuovi equilibri in Europa
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REUTERS/Yves Herman
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Una scenografia da Notte degli Oscar per la maratona elettorale che chiude la quattro giorni di voto per il rinnovo del Parlamento Europeo: una cornice d'impatto per una contesa che non sempre è ruscita a suscitare l'interesse degli elettori. Bicchiere mezzo pieno sull'affluenza alle urne, che si attesta sulla metà più una manciata di votanti che hanno scelto di esprimere la loro preferenza.

Il Partito Popolare Europeo conferma il primato e la maggiornaza relativa a Strasburgo, ma pagando dazio con un calo di seggi che investe anche gli alleati che siedono nel gruppo dei Socialisti & Democratici. Ago della bilancia i liberali dell'Alde che, con un centinaio di seggi, diventano interlocutori privilegiati.

Dice Manfred Weber, candidato alla presidenza della Commissione Europea per il PPE: "Una cosa, un messaggio è chiaro e cristallino. Non lavoreremo insieme a chi non crede nell'Europa, a chi vuole distruggerla. L'Europa di oggi è la nostra Europa, è l'Europa del PPE, dei cristiano democratici e noi difenderemo questa Europa contro i nazionalisti. Questo è quello che faremo".

I nazionalisti, che non sfondano, ottengono però ottimi risultati nel Regno Unito, con la vittoria del Brexit Party, e in Francia con il primato conquistato dalla Le Pen.

Jordan Bardella, capolista del Raggruppamento Nazionale di Marine Le Pen, si fa portavoce di un successo che dalla Francia all'Italia, passando per i Paesi del Nord Europa, dà maggiore forza ai sovranisti in Europa. "L'ascesa dei nostri alleati in Europa - dice Bardella - e l'emergere di nuove potenze politiche in tutto il continente, che difendono gli interessi dei popoli e delle nazioni, aprono la strada alla creazione di un potente gruppo all'interno del Parlamento europeo. I francesi possono contare su di noi per difendere i loro interessi e dare logica e buonsenso al potere".

I liberali di ALDE sono destinati a diventare i re dei negoziati parlamentari per una probabile alleanza di matrice moderata ed europeista, fondata sul progetto di una maggiore cooperazione.

Guy Verhofstadt, candidato alla presidenza della Commissione in una rosa di nomi denominata dai liberali "Team Europe" sottolinea il crescente peso della nuova famiglia europea di centro. "I due partiti classici, i socialisti e i conservatori non avranno più la maggioranza - dichiara Verhofstadt - ciò significa che nessuna solida, sottolineo solida maggioranza pro-europea è possibile senza l'aiuto, senza la partecipazione del nostro nuovo gruppo di centro".

L'onda verde è la sorpresa delle elezioni europee 2019 con un'agenda che porta in primo piano istanze ecologiste e di giustizia sociale. Ska Keller dei Verdi Europei, tedesca, forte del risultato conseguito anche in Germania, parla di alleanze da costruire sui contenuti: "Vorremmo parlare dei problemi. Ci è chiaro ciò che vogliamo ottenere, e se altre parti vengono da noi e ci dicono: sceglieteci, ma non vogliamo occuparci di cambiamento climatico, allora questo è qualcosa che non possiamo immaginare. Ci sono naturalmente delle differenze con altri partiti, ma aspetteremo di vedere quali le proposte in arrivo, ma per noi è chiaro: si tratta di contenuti".

Forse la sorpresa più grande della serata - il più grande vincitore - è stata l'affluenza alle urne che ha toccato livelli mai raggiunti da decenni: 200 milioni di persone hanno deciso di non mancare all'appuntamento elettorale. In questi tempi turbolenti per l'Europa, i cittadini sembrano impegnarsi nuovamente nella sua vita politica.

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