Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.

ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Germania, viaggio a Chemnitz, nella ex Ddr: una città divisa

Germania, viaggio a Chemnitz, nella ex Ddr: una città divisa
Dimensioni di testo Aa Aa

CHEMNITZ (GERMANIA) - C'è una nuova ondata di destra, in Germania. In quella che sarà, tra poco, la Germania del dopo-Angela Merkel. E c'è una città, dell'ex DDR (Deutsche Demokratische Republik), la zona d'origine proprio della Cancelliera, che si candida, suo malgrado, ad essere il simbolo di questa nuova Germania, non necessariamente condivisa da tutti.

Un tempo città modello socialista chiamata Karl Marx Stadt, Chemnitz - nel Bundesland della Sassonia orientale - ha assistito a cambiamenti politici drammatici nel corso degli anni.

"Davanti a questa statua di Karl Marx, meno di 30 anni fa, i cittadini di Chemnitz protestarono per la caduta di un regime totalitario. Lo scorso agosto, tuttavia, qui è avvenuto un tipo di protesta molto diverso; violenti scontri anti-immigrati hanno trasformato Chemnitz nel simbolo dell'estrema destra della nuova Germania", spiega l'inviato di Euronews, Ayman Oghanna.

La crisi dei migranti del 2015

È iniziato tutto da qui, quando un uomo tedesco è stato pugnalato a morte, per strada. I presunti assassini: due rifugiati, dall'Iraq e dalla Siria.
Ciò che seguì fu una settimana di rabbiose proteste anti-immigrati che hanno visto i neonazisti, i gruppi di estrema destra e migliaia di cittadini marciare insieme, contro l'immigrazione. Esibendo striscioni con scritto: "Wir sind das Volk" (Noi siamo il popolo).

REUTERS/Matthias Rietschel
Chemnitz, 7.9.2018. "Noi siamo il popolo":REUTERS/Matthias Rietschel

Le proteste hanno rappresentato un momento-spartiacque nell'ondata di odio anti-immigrazione, da quando l'estrema destra in Germania è diventata più forte, anche politicamente, in seguito alla crisi dei migranti del 2015.
Nel cuore dell'estrema destra della nuova Germania, c'è l'AfD, Alternative für Deutschland, un partito populista anti-immigrati.
L'AfD è attivo solo da sei anni, ma ha già ottenuto un enorme successo, diventando il terzo partito più grande del Bundestag, il Parlamento tedesco. E il leader, Alexander Gauland, viene proprio da Chemnitz.

"La Germania era una specie di luogo pacifico, poi la Merkel..."

Abbiamo seguito l'AfD durante una manifestazione a Chemnitz. Stanno facendo la campagna elettorale per le elezioni europee, in programma il 26 maggio. Abbiamo parlato con uno dei loro candidati, Maximilian Krah.

"Noi siamo l'unica forza politica che si oppone alle migrazioni di massa, ma sappiamo dai sondaggi che quasi il 50% della popolazione è contro l'immigrazione di massa".
Maximilian Krah
Alternative für Deutschland

- Ayman Oghanna, Euronews:
"L'AfD ha avuto un incredibile successo in soli sei anni...pensa che parte del successo o una parte importante di questo successo sia dovuto alla crisi dei migranti nel 2015?"

Maximilian Krah:
"Ovviamente, ovviamente. Voglio dire, sarebbe una bugia negarlo. La Germania era una specie di luogo pacifico al di fuori di tutti i problemi che avevamo a livello globale, poi la Merkel decise di aprire il paese e di far entrare quasi un milione di immigrati, per lo più musulmani, per lo più uomini, in appena un anno. E questo ha cambiato il paese. E noi siamo l'unica forza politica che si oppone alle migrazioni di massa, ma sappiamo dai sondaggi che quasi il 50% della popolazione è contro l'immigrazione di massa, quindi, ovviamente, è stato un boom".

Un unico programma: anti-immigrati

La piattaforma anti-immigrazione dell'AfD tocca da vicino le corde di molti elettori tedeschi contrari alla politica di accoglienza dei rifugiati da parte della Cancelliera Angela Merkel.

Un sostenitore dell'AfD e di Pegida

"È esattamente questo tipo di feccia, che è stata cacciata dai loro paesi, che arriva qui da noi. E questa gente ora sta banchettando a mie spese", commenta - ruvido - un sostenitore dell'AfD e di Pegida, un altro gruppo tedesco di estrema destra.

Un linguaggio che riporta indietro nel tempo

"È piuttosto sconvolgente ascoltare il linguaggio usato da alcuni sostenitori dell'AFD che parlano di "parassiti di sinistra" o di "rifugiati insetti"... Questo è il tipo di linguaggio che non abbiamo più sentito in Germania dai giorni più bui del fascismo tedesco", dice Ayman Oghanna, il giornalista di Euronews.

Il giornalista Ayman Oghanna a Chemnitz, nel mezzo di due manifestazioni.

"L'AfD sta facendo il suo raduno dietro di noi e qui c'è una colonna di poliziotti... E proprio dall'altra parte c'è la controprotesta... Ad appena 100 metri di distanza ci sono i due gruppi polarizzati della politica tedesca".

Una città divisa

Come la maggior parte delle città tedesche, Chemnitz è politicamente divisa.

Mentre l'AfD teneva il proprio raduno, grandi folle di oppositori marciavano per le strade della città. Manifestanti Verdi, liberali e di sinistra, che chiedono di essere ascoltati e di contrastare la prova di forza dell'AfD.

I Verdi, in particolare, stanno salendo molto nei consensi, almeno stando agli ultimi sondaggi.

"Die Grünen" potrebbero sforare il tetto del 20% e raccogliere più voti rispetto all'AfD.

I Verdi, i veri avversari dell'AfD

- Ayman Oghanna, Euronews:
"Come si sente per l'ascesa di partiti nazionalisti come l'AfD nella sua città?"

Robert Hay, Verdi:
"Beh, non sono sicuro che siano in aumento. Personalmente penso che ci siano sempre stati. Ma ora sono più fiduciosi e, sì, stanno uscendo allo scoperto e affermano che controllano la città... Ma non è vero".

Robert Hay, sostenitore dei "Die Grünen", i Verdi di Germania.

I Verdi tedeschi stanno raccogliendo consensi, anche grazie alla loro attività social.
Su Twitter, ad esempio, è comparso questo breve spot contro l'uso indiscriminato della plastica.

"Per i tedeschi dell'Est è sempre stato un problema essere tedeschi"

C'è, però, un altro evento politico in città.
Pro Chemnitz, il movimento dei cittadini di destra che organizzò le proteste anti-immigrati dello scorso anno, sta allestendo un barbecue per celebrare l'apertura dei suoi nuovi uffici. Le parole d'ordine di Pro Chemnitz sono: "Freiheit, Heimat und Zukunft" (Libertà, Patria e Futuro).

Proprio come per il raduno dell'AfD, anche l'evento di Pro Chemnitz ha sollevato una forte contro-protesta: la polizia ha dovuto separare le due fazioni.

- Ayman Oghanna, Euronews:
"Le stanno dando il benvenuto, là fuori".

Martin Kohlmann, leader Pro Chemnitz:
"Sì, sono i nostri migliori amici, gli estremisti di sinistra. E ci hanno dato un grande benvenuto al mattino, quando hanno messo l'acido al nostro ingresso".

- Ayman Oghanna, Euronews:
"La Germania, tradizionalmente, è un luogo in cui si è orgogliosi della propria patria, ma lei non parla in modo molto patriottico... Pensa che qualcosa stia cambiando?"

Martin Kohlmann:
"Non è mai stato così, qui nell'ex Germania dell'Est. Ha le sue radici nella rieducazione dopo la guerra. Perché in Occidente, gli americani e gli inglesi hanno detto o insegnato che il pensiero tedesco, il tipo di vita e di pensiero tedeschi, ha portato ai crimini del nazionalsocialismo. E qui, abbiamo avuto i russi e ci hanno detto che il capitalismo era la cosa cattiva che porta al fascismo. Quindi siamo stati educati in questo modo, cioè che essere tedeschi è un grosso problema".

"Me ne voglio andare da Chemnitz"

Storicamente la Germania dell'Est era una società molto più omogenea rispetto all'Occidente. Ma tra tutte le salsicce. le birre e le canzoni popolari al barbecue di Pro Chemnitz, ovviamente, non vediamo facce straniere.

Per comprendere meglio la vita degli immigrati a Chemnitz, abbiamo incontrato Hassan al Nasser, 13 anni, un rifugiato iracheno che è venuto qui con la sua famiglia cinque anni fa.
Hassan da grande vuole fare l'architetto, ma dice che dovrà trasferirsi a Berlino, perché è stanco del razzismo a Chemnitz.

"Ho vissuto una brutta esperienza sul tram. Un uomo anziano stava filmando una donna musulmana e io gli ho detto di smettere e lui ha iniziato a filmare anche me e altre persone di diversa estrazione culturale. La situazione è degenerata e lui ci ha urlato che Hitler avrebbe dovuto metterci tutti nella camera a gas", racconta Hassan.

"Qui sei solo uno straniero"

Hassan non è l'unico a lottare contro i pregiudizi, a Chemnitz.
La rifugiata libica Layla Ahmad dice di subire forme di razzismo quasi ogni settimana.

"La ragione principale per cui sono venuta qui è la sicurezza. Ma non mi sento affatto al sicuro. Affrontiamo la stessa situazione che abbiamo affrontato in Libia. E altro ancora".
Layla Ahmad
rifugiata libica

"Ho perso cinque anni della mia vita", spiega Layla.
"La ragione principale per cui sono venuta qui è la sicurezza, sono una donna con un bambino... Ma non mi sento affatto al sicuro. Affrontiamo la stessa situazione che abbiamo affrontato in Libia. E altro ancora.
Ho lasciato la Libia a causa di problemi psicologici e ho avuto paura per mio figlio. Ho trovato la stessa cosa in Germania. Il mio sentimento nei confronti della Libia è che almeno quello è il mio paese. Indipendentemente dalla situazione, c'era una sorta di rispetto per le persone come esseri umani. Qui sei solo uno straniero. Ho lasciato e sacrificato tutto, ho intrapreso un viaggio pericoloso, per il futuro di mio figlio. Vorrei il diritto più elementare, per me, quando cammino per strada con il mio hijab, ma ho paura che qualcuno mi colpisca... Anche a mio figlio dico di non parlare con loro".

"Crimini d'odio in aumento: a Chemnitz +400%"

La Germania ha registrato oltre 1,2 milioni di richiedenti asilo dal 2015. Chemnitz, tuttavia, ha una quota di popolazione straniera relativamente piccola. Solo l'8%. Eppure i tassi di crimini di odio contro gli immigrati sono più alti qui che nel resto del paese.

Incontriamo André Löscher, assistente sociale di una ONG che aiuta le vittime della violenza razzista.

"In tutta la Sassonia abbiamo avuto 317 attacchi, quasi 80 attacchi sono stati qui a Chemnitz. È un aumento di circa il 40% rispetto all'anno precedente in tutta la Sassonia e a Chemnitz è addirittura di circa il 400%", ammette André Löscher.

Chiediamo ad André Löscher perché pensa che l'atteggiamento anti-immigrati si stia irrigidendo, soprattutto in Sassonia.

"Un punto importante è che l'aumento della migrazione in Germania ha spostato l'intero dibattito pubblico verso destra. Quindi l'AfD ne ha approfittato e, oltre a questo, non ha molto altro da offrire. Questo è il loro argomento principale, su cui i cittadini si stanno concentrando".

"...e l'uomo disse Heil Hitler".

La rabbia verso gli immigrati si sta trasformando in vera violenza, a Chemnitz.

Incontriamo Masoud Hashemi, un rifugiato politico dall'Iran, che ha qui un ristorante di cucina persiana. Lo scorso ottobre, tre uomini vestiti di nero hanno preso d'assalto il suo locale.

"Un uomo fece il saluto e disse Heil Hitler, e lo disse a voce molto alta e immediatamente iniziò a distruggere tutto. E mi ha lanciato un samovar in faccia e, quando me ne sono andato, ha distrutto la cucina ed è venuto a picchiarmi, mi ha dato un calcio allo stomaco e sono caduto a terra...mi sono procurato una ferita alla testa, ho perso molto sangue", ricorda Masoud Hashemi.

Masoud trascorse più di una settimana in ospedale. Ancora non capisce perché è stato preso di mira.

"Ora ho un lavoro, pago le assicurazioni. Pago l'affitto e così via. Sto lavorando. Perché vengono da me e mi picchiano? Vengono da me perché sono persiano: cosa ho fatto di male?"

Rigurgiti antisemiti

Non sono solo gli immigrati a essere vittime di crimini di odio di estrema destra, purtroppo. L'anno scorso, appena fuori Chemnitz, un uomo di 27 anni è stato torturato a morte per essere omosessuale. E, segno davvero inquietante del risorgere del passato oscuro della Germania, l'antisemitismo è in aumento.

Schalom, un ristorante Kosher, è stato aperto qui nel 2000.
Il suo proprietario, Uwe Dziuballa, la cui famiglia è sopravvissuta all'Olocausto, afferma che il locale è stato un bersaglio di attacchi antisemiti.

Gli abbiamo chiesto se l'antisemitismo di oggi potrebbe essere paragonato agli anni '30

"Nel 1933, probabilmente gli ebrei, non avrebbero avuto alcuna possibilità di chiamare la polizia".
Uwe Dziuballa
ristoratore

"L'economia era molto più fragile. Il terreno per il pensiero nazionalistico, a mio avviso, era molto più fertile, mentre oggi, rispetto al 1933, abbiamo l'opportunità della globalizzazione e per questo c'è una massa critica positiva che è in grado di mostrare la forza democratica".

Il ristorante è stato attaccato lo scorso agosto, quando una dozzina di persone ha lanciato pietre, bottiglie e un tubo di metallo nel locale. Uwe è stato colpito da una grossa pietra.

"Mi ha colpito sulla spalla... Ma se questa pietra mi avesse colpito in testa con tutta forza, ci sarebbe potuto essere un finale diverso. Ecco una di quelle piccole differenze rispetto al suo paragone del 1933: ho chiamato la polizia e la polizia è arrivata. E a mio parere hanno fatto un lavoro molto professionale. E nel 1933, probabilmente gli ebrei, non avrebbero avuto alcuna possibilità di chiamare la polizia".

"L'Islam non si adatta alla Germania"

È il nostro ultimo giorno a Chemnitz e stiamo seguendo la campagna di due candidati AfD per le prossime elezioni comunali. Di nuovo, il messaggio centrale sembra essere quello dell'immigrazione e dell'integrazione.

Falk Heiligenschmidt, candidato AfD elezioni comunali:
"L'Islam, secondo me, non può essere integrato, lo vediamo giorno per giorno perché gli immigrati arabi in Germania e altrove in Europa, si aggirano per le strade e attaccano i tedeschi con coltelli o picchiandoli. Ci sono così tanti di questi casi che dobbiamo dire che l'Islam non si adatta alla Germania né all'Europa".

- Ayman Oghanna, Euronews:
"Io sono figlio di un immigrato arabo, non credi che mi sia integrato bene nella società europea? C'è posto per me qui?"

Steffen Wegert. candidato AfD elezioni comunali:
"Non lo avrei mai detto... Molto bene! Direi che ti sei integrato bene nel tuo paese. Suppongo che tu sia qui da molti anni. Cos'altro posso dire?"

Il baricentro politico si sposterà a destra?

Siamo al mercato centrale di Chemnitz, facendo un sondaggio, assolutamente non scientifico, su da che parte sta, politicamente, la gente.

"Quelli che vengono in Germania dovrebbero adattarsi alla cultura tedesca".

Una donna: "Voterò per l'AfD perché non c'è altra alternativa per me, perché i vecchi partiti, tutti, ci hanno lasciato soli e ci hanno dimenticati".

Un uomo: "L'AfD è il partito peggiore, non hanno un cuore".

Un'altra donna: "Tutti dovrebbero avere la propria religione, ma tutti quelli che vengono in Germania dovrebbero adattarsi alla cultura tedesca".

Città di estrema destra? Non del tutto vero

"Ora Chemnitz ha la reputazione di essere una città di estrema destra. Ma dopo aver trascorso del tempo qui, questa settimana, non sono del tutto sicuro che sia vero", spiega Ayman Oghanna.

"I crimini di odio stanno aumentando, insieme al razzismo casuale e il sostegno a partiti come l'AfD...Ma siamo ben lontani dagli anni '30. C'è molta resistenza e rabbia anche qui, nei confronti dell'estrema destra.

La domanda è se sarà sufficiente per impedire che il baricentro politico si sposti molto a destra, proprio nel paese che è considerato il difensore di un'Europa liberale e tollerante".