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Europee, 427 milioni di elettori alle urne

Europee, 427 milioni di elettori alle urne
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Un seggio alla stazione centrale di Amsterda, Paesi Bassi, il 23 maggio 2019
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Sono circa 427 milioni gli elettori chiamati a votare per il rinnovo del parlamento europeo. Nei 28 paesi interessati la consultazione si terrà sulla base delle normative nazionali, il che rende molto ampio lo spettro delle varianti. Ad esempio, mentre ovunque l'età minima per il diritto di voto è di 18 anni, in Austria e a Malta voteranno già i sedicenni, e in Grecia i diciassettenni. Variabile anche il calendario del voto, con Paesi Bassi e Gran Bretagna che aprono la strada già giovedi 23 maggio. Venerdi seggi aperti in Irlanda e nella Repubblica Ceca, e sabato in Lettonia, Malta e Slovacchia. Tutti gli altri paesi, 21 in totale, voteranno domenica.

In Italia i seggi apriranno alle sette del mattino, per chiudere alle 22 della stessa sera, quando comincerà lo spoglio. Solo in cinque paesi il voto è considerato un obbligo di legge: Belgio, Bulgaria, Lussemburgo, Cipro e Grecia. Il plenum del parlamento con sede a Strasburgo conta 751 deputati, ma questo numero scenderà a 705 dopo che verà sancito il divorzio della Gran Bretagna dall'Unione. Infine, il paese più rappresentato risulta essere la Germania. In ragione del suo peso demografico elegge 96 parlamentari. Solo sei eurodeputati invece nei paesi più piccoli: Malta, Cipro e Lussemburgo.

Sulla consultazione grava l'incognita dell'astensione, un dato costantemente in crescita sin dalle prime consultazioni europee del 1979. In quella occasione si registrò una affluenza media del 61,99 per cento; affluenza scesa al 42.16 per cento nel 2014. Ancora più preoccupanti i risultati in molti dei paesi dell'Est, dove cinque anni fa l'astensione ha superato il 75 per cento.