Guy Verhofstadt: "Più Europa contro la crisi. Ma servono riforme strutturali"

Guy Verhofstadt: "Più Europa contro la crisi. Ma servono riforme strutturali"
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Guy Verhofstadt, un veterano del Parlamento europeo. E’ uno dei candidati del Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa alle elezioni europee. Il politico europeo per eccellenza. Ma anche il vero ago della bilancia, dopo aver ha annunciato di aver imbarcato il partito di Emmanuel Macron, per la prima volta al voto europeo, destinato a portare un discreto bottino di parlamentari da spendere nel gioco. Probabilmente potrebbe prendere in mano la situazione del Parlamento quando Theresa May darà le dimissioni in seguito al caos Brexit. Secondo molti analisti Guy Verhofstadt è tra i favoriti alla presidenza della Commissione.

Si è speso per difendere l’interesse del popolo ungherese, della democrazia del paese, in nome degli interessi dei cittadini. Primo ministro del Belgio dal 1999 al 2008, ha ricoperto anche la carica di Vice Primo ministro e Ministro del bilancio. Nel 2003 ha dato introdotto il matrimonio gay. In campo internazionale non si è schierato accanto a Londra e Washington nella guerra in Iraq.

Presidente di uno dei gruppi parlamentari storici in Europa, l'Alde, che porta vanti la tradizione liberale dal nucleo fondatore nel lontano 1952, ora i suoi occhi sono puntati sulla Commissione europea. Il politico che crede che l’Europa possa trovare una risposta alla crisi migratoria. Da anni si batte per una politica eco-friendly, per aumentare la cooperazione in materia di difesa rafforzando il ruolo dell'UE sulla scena mondiale. Spesso accusato di voler demolire la sovranità nazionale, questo veterano di Bruxelles ritiene che un maggior peso dell’Europa sia la risposta ai problemi di molti stati.

MISURE PER CONTRASTARE LA CRISI MIGRATORIA

"Penso che questa crisi dipenda dalla mancanza di politiche europee, motivo per cui nazionalisti e populisti puntano il dito contro l'Europa. Ma l’UE non è la fonte di questa crisi per la mancanza di politiche europee. Primo punto non esiste una guardia costiera e di frontiera europea. Non esiste un sistema di asilo comunitario perché l'attuale regolamento di Dublino è l'opposto di quello europeo. Non esiste un sistema europeo di migrazione economica che dia la possibilità alle persone di entrare in modo legale in Europa. Penso che la mia priorità sia affrontare queste tragedie nel Mediterraneo stabilendo tre elementi: confine europeo e Guardia costiera, una politica europea comune in materia di asilo e una politica europea di migrazione economica.”

STATI UNITI D'EUROPA

"Il primo libro che ho pubblicato era nel 2005/2006 e il titolo era "Stati Uniti d'Europa". Ero ancora un membro del Consiglio europeo. I miei colleghi mi dissero che ero pazzo a voler creare gli Stati Uniti d'Europa. Ma non è un’idea nuova questa. Il primo, penso che usò quella parola fu Victor Hugo, il famoso scrittore che disse: "Siamo nel diciannovesimo secolo. Il futuro di questo continente sono gli Stati Uniti d'Europa."

NAZIONALISMI E POPULISMI

“Nemmeno io a volte mi sento vicino alle posizioni della direzione dell'UE. Questo è il motivo per cui sto dicendo che forse sono il primo euroscettico degli euroscettici nell'Unione europea. Penso che questa Unione europea, come funziona oggi o meglio come non funziona, non sopravviverà nel 21esimo secolo. Ma la soluzione alle sfide che stiamo affrontando non è quella di tornare a una retorica nazionalista e populista del XX secolo. Quello che dobbiamo fare è riformare l'Unione. Avere una Commissione europea che possa essere sostituita da governi europei, avere un piccolo governo europeo e non una grande Commissione. Diminuire lo spreco di denaro in Europa, sostituire gli eserciti nazionali con un esercito europeo, sostituire le politiche degli stati membri sulla migrazione con un confine europeo."

CAMBIAMENTI CLIMATICI

“Sono due i progetti che vogliamo attuare: vorremmo passare da un approccio difensivo ad un approccio più offensivo riguardo ai cambiamenti climatici, e questo significa due cose: la prima significa che inserire la questione dei cambiamenti climatici negli accordi da siglare con l’Europa. Siam una grande forza, con un enorme mercato comune di 400/500 milioni di consumatori e persone. Nei negoziati con la Cina, con l'America dobbiamo usare questa condizione per dire ad esempio a Trump: se vuole un accordo di libero scambio con noi deve rispettare il clima, e l'accordo di Parigi sul cambiamento climatico.”

BREXIT

“Sono stato in Gran Bretagna per supportare Vince Cable, i LibDems, durante un evento del partito più pro-europea in quel paese. Ci sono stati molti commenti e reazioni, alcune positive, altre negative. Come quele dei Brexiteers. Ma si nota anche che è in aumento il numero di elettori europeisti pro LibDems. La questione è questa: noi in Europa stiamo affermando che la Gran Bretagna può anche decidere di uscire dall'UE, ma non permetteremo mai ai pro-Brexit di distruggere l'Unione europea e per porre fine all’Unione. Alcuni Brexiteers vanno apertamente affermando che l'unica cosa che vogliamo è la fine dell'Unione Europea. Non permetteremo mai che. Possono fare questa scelta: stare dentro o fuori, ma non permetteremo mai che distruggano l'Unione Europea."