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Spagna, il vincitore Sánchez "Sì, se puede" battere autoritarismo e involuzione

Spagna, il vincitore Sánchez "Sì, se puede" battere autoritarismo e involuzione
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REUTERS/Sergio Perez
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"Sì, se puede, si può battere l'autoritarismo e l'involuzione. Ha vinto una Spagna plurale, diversa, che ama l'uguaglianza".

Questo il messaggio forte, quasi "obamiano", che Pedro Sánchez, leader del Psoe e Presidente uscente del governo spagnolo, ha affidato ad una folla festante, in delirio per la vittoria elettorale dei socialisti, nel suo discorso di ringraziamento agli elettori.

I suoi sostenitori, ebbri di gioia, hanno risposto a gran voce "non passeranno", riferendosi ai rivali delle destre, interrompendo più volte il discorso del loro capo politico con cori e applausi.

Dal palco montato nella sede del partito di Ferraz, Madrid, Sánchez ha lanciato altri due avvisi, destinati questa volta a tutti gli osservatori internazionali: la socialdemocrazia è viva, e in Spagna ne esiste un "buon esempio"; e che il governo che si formerà sarà filoeuropeo. "Ha vinto il futuro e perso il passato. Il 75% degli spagnoli ha dimostrato che la democrazia, conquistata 40 anni fa dopo la fine della dittatura, è solida", sono state le parole di Sánchez che, tuttavia, non ha fatto cenno alle alleanze che intende predisporre per formare un esecutivo. "Abbiamo inviato molti messaggi, dicendo quello che non vogliamo: retrocedere".

REUTERS/Sergio Perez

"Vogliamo avanzare e guardare al futuro. In tutta la campagna elettorale abbiamo detto che gli obiettivi erano avanzare nella giustizia sociale, mettere fine alla diseguaglianza e dire basta alla corruzione che ha segnato la politica spagnola negli ultimi anni. Per queste tre sfide, andremo a tendere la mano a tutte le forze politiche, nel rispetto della costituzione. Ma non faremo come i nostri rivali: le uniche condizioni che metteremo saranno avanzare nella giustizia sociale, nella lotta alla corruzione e il rispetto della costituzione. Molti anni fa ci dicevano che questo partito non aveva futuro: abbiamo cambiato il presente e il futuro del Paese. Oggi è un grande giorno, ma anche il 26 maggio abbiamo bisogno di una maggioranza".

Mano tesa da parte di Podemos

Pablo Iglesias, leader di Podemos, ha parlato prima del collega socialista, ammettendo a suo modo il risultato al di sotto delle aspettative ma dicendosi soddisfatto per gli obiettivi raggiunti.

"La prima chiave per capire il voto è che il peso parlamentare del blocco progressista supera quello delle destre. La seconda è che la Spagna è plurinazionale, basta guardare in Catalogna e nei Paesi Baschi. Avremmo voluto fare di più, ma gli obiettivi erano di frenare la destra e costruire un governo di coalizione di centrosinistra", le parole di Iglesias. "Faremo delle riunioni e ci atterremo al mandato che ci hanno dato gli spagnoli: lavorare affinché il Paese abbbia un governo di coalziione di sinistra per le riforme sociali".

Pablo Iglesias parla alla nazione dopo la sconfitta - REUTERS/Rafael Marchante

Per parte sua, Ciudadanos - partito di centro-destra - conferma la crescita ma finisce all'opposizione. "La cattiva notizia è che il PSOE e Podemos formeranno un governo. La buona notizia è che c'è un progetto vincente. Oggi Ciudadanos è il futuro e la speranza della Spagna", ha detto il suo leader, Albert Rivera. "Questo progetto è iniziato un decennio fa con un piccolo gruppo di coraggiosi (.....) Oggi siamo il rifugio della libertà". Albert Rivera ha promesso di finire al governo, "prima o poi", con un esecutivo che "non guardi né a destra né a sinistra, ma avanti".

Vox ringrazia e attacca il Pp, che incassa

Santiago Abascal, leader di Vox, è stato il primo dei cinque grandi capi politici a parlare. Per la prima volta, la sua formazione entra in parlamento con un contingente di 24 deputati. "Questo è solo l'inizio, abbiamo detto che avremmo iniziato una riconquista. Siamo qui per rimanere. Ringraziamo i due milioni e mezzo di compatrioti che rappresentano una Spagna viva e ci hanno dato la loro fiducia, ma anche i 50mila affiliati di Vox che hanno sostenuto questo progetto, che non ha i mezzi degli altri partiti. Non vi tradiremo. Siamo qui per lanciare un messaggio di unità nazionale che contrasta con quello degli altri partiti", ha rimarcato Abascal parlando in piazza a Madrid e attaccando la destra "codarda" del PP, i media, la sinistra e gli indipendentisti catalani.

Santiago Abascal ringrazia i sostenitori a Madrid - REUTERS/Susana Vera

Quanto al Partido Popular (Pp), nella sede di Madrid l'atmosfera per molte ore è stata tesa, il silenzio d'obbligo: il risultato è il peggiore della storia, con appena 66 seggi conquistati.

"Questa è una debacle", una "catastrofe", "non ci sono scuse", "ecco un messaggio: è necessario correggersi", "nemmeno nei peggiori sondaggi....", le mezze parole raccolte da El Pais.

Ciononostante, Pablo Casado si è presentato in conferenza stampa ammettendo la dura sconfitta e congratulandosi con il rivale vincitore, Pedro Sanchez: "Guideremo l'opposizione in modo responsabile, miglioreremo ciò che non abbiamo fatto bene e lavoreremo per convincerci che questo è ancora un grande partito per migliorare il benessere del popolo spagnolo".

La speranza del PP è che il Psoe non formi il governo con l'appoggio degli indipendentisti catalani e baschi, lo scenario al momento più probabile.