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May fra Brexit ed elezioni UE

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Reuters
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Il Regno Unito ha fissato per il 23 maggio le elezioni europee, ma il Governo di Theresa May spera ancora di non doverle tenere e di trovare una soluzione condivisa in parlamento entro quella data. Tuttavia per far questo dovrà ottenere dall'Unione europea un ulteriore posticipo del divorzio, originariamente fissato il 29 marzo, e poi rimandato al 12 aprile. A questo servono gli incontri di martedì con Angela Merkel a Berlino e poi con Emmanuel Macron a Parigi.

In patria il tentativo di raggiungere un accordo con i laburisti si è rivelato per ora un "buco nell'acqua". Non ha ottenuto niente da Jeremy Corbin, che continua a volere il Regno Unito nell'unione doganale, e ha spaccato il partito conservatore, facendo infuriare i sostenitori della cosiddetta "hard Brexit", in testa Boris Johnson.

Secondo il Telegraph, May sta anche valutando se far votare in parlamento la possibilità di tenere un secondo referendum sulla Brexit, pur di sbloccare lo stallo del dialogo con i laburisti.

Tutto questo mentre la Camera dei Lord ha approvato una legge, che ora passa di nuovo alla Camera dei Comuni, per forzare la Premier a chiedere un rinvio dell'uscita dall'Unione ed evitare un "no deal" il 12 aprile. Il provvedimento dà potere al Parlamento di valutare e ridisegnare la proposta di divorzio.

Da Dublino il capo negoziatore Brexit per l'Unione Europea, Michel Barnier, ha ribadito che Bruxelles non discuterà nulla con Londra in assenza di un accordo sulla questione del confine irlandese, che tuteli i diritti dei cittadini e gli interessi commerciali.

Mercoledì May sarà nella capitale belga, dove i leader dei 27 Paesi membri valuteranno in un consiglio straordinario se dare il via libera al posticipo della Brexit, decisione che richiederà l'unanimità.