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Tav, la Ue finanzierà il 50% del tunnel? Probabilmente sì, ma non è ancora ufficiale

Il cantiere per il tunnel geognostico di Chiomonte
Il cantiere per il tunnel geognostico di Chiomonte -
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Lillo Montalto Monella
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"Tav, l’Ue finanzierà il 50% dell’opera. Salvini: ottima notizia" (Sole 24 Ore); "Tav, l'Ue finanzierà al 50% il tunnel e le tratte nazionali" (Ansa); "Tav, la Regione Piemonte annuncia: "L'Europa pagherà metà opera". Salvini: "Ottima notizia" (Repubblica); "L'Unione europea finanzierà la Tav al 50%" (Lettera 43), e così via.

"L'Europa fa sapere [...] finora erano solo indiscrezioni [...] la coordinatrice europea del corridoio mediterraneo in visita in Italia lo annuncia...", è quanto riferisce il servizio del TG La 7 delle ore 20, in data 27 marzo.

Beh, non è proprio così. O almeno, non ancora. Con tutta probabilità, l'Unione europea aumenterà sì gli stanziamenti per la sezione transfrontaliera dell'opera dal 40% al 50% nel prossimo piano finanziario, ma al momento non c'è nessuna ufficialità. E, soprattutto, la fonte che tutti citano - la coordinatrice europea del Corridoio mediterraneo, Iveta Radicova, in visita a Mantova - non si è mai sbilanciata. Anzi, nel suo incontro con l'assessore Trasporti del Piemonte, Francesco Balocco, ha ufficialmente parlato d'altro.

Nessuna "conferma di quanto anticipato nei mesi scorsi", insomma. Neanche nel comunicato stampa successivo alla visita mantovana.

Il giorno dopo, il Manifesto la definiva una "fake news", specificando che le dichiarazioni di Balocco vertevano sulla "prossima programmazione per il Corridoio Mediterraneo, nell'ambito dei progetti per l'interoperabilità, la decarbonizzazione e la digitalizzazione, che saranno pari al 50%". Non è quindi chiaro se la percentuale coinvolga indistintamente ogni parte del tratto, incluso il tunnel di base. "Ma la parziale novità ha esaltato i sostenitori della contestata grande opera", ha scritto il quotidiano.

Le verifiche di Euronews

Il 27 marzo Francesco Balocco era a Mantova in qualità di presidente dell’Ai-Po (l'Agenzia interregionale per il fiume Po) per una visita della Coordinatrice europea per il corridoio mediterraneo, Iveta Radicova. Si parlava insomma di infrastrutture del sistema idroviario. L'ufficio stampa della Radicova, contattato da Euronews, ha smentito che il Tav fosse all'ordine del giorno. "Il meeting ha riguardato il sistema idroviario in Italia (Adriatico-Mantova-Cremona), non so perché il problema della Tav è stato citato [dai media italiani]. Non è stato oggetto del meeting".

Unportavoce della Commissione europea Trasporti ha specificato a Euronews: "Radicova si riferiva in realtà al finanziamento delle vie d'acqua e dei canali navigabili. È vero che la commissione ha proposto di finanziare fino al 50% le opere transfrontaliere sui corridoi prioritari - tra cui la Lione-Torino - per il prossimo periodo di bilancio, con l'accordo del Parlamento e del Consiglio. Si va verso questa possibilità al 99% per il piano finanziario 2021-2027".

Il 7 marzo scorso c'è stato un incontro a tre (trilogo) tra i rappresentanti delle tre istituzioni dove c'è stato un accordo (al momento non si può legalmente sforare quota 40%). Spiega il portavoce che "i meccanismi sono ormai acquisiti ma le cifre potrebbero cambiare. Ciò che sarà approvato a fine mandato sarà vincolante anche per il prossimo. Ci siamo quasi".

Insomma: ci siamo quasi ma non siamo ancora lì, non c'è ancora nulla di ufficiale.

L'ufficio stampa dell'assessore Balocco conferma la versione riportata dai media. "In quella sede si è detto così, a noi risulta che il comitato trasporti abbia definito questa modalità". Anche nel dicembre 2018 la Radicova, in visita al cantiere francese, avrebbe annunciato questa nuova copertura del 50%.

Il costo della sola sezione transfrontaliera del Tav è stato stimatosugli 8.6 miliardi di euro nel 2012, stima rivista a 9.6 miliardi nel 2017. Il 40% a carico della Ue, mentre la quota restante è suddivisa tra i due Paesi (35% per l’Italia, 25% per la Francia). L'Italia dovrebbe sborsare 5.574 miliardi in totale, in questo scenario.

Come ha calcolato Il Sole 24 Ore, se la sovvenzione al 50% fosse rispettata per la costruzione di tutta l’opera al confine – e il condizionale è d’obbligo – la parte a carico dell’Italia scenderebbe a 3,332 miliardi di euro e quella francese a circa 2,5 miliardi di euro.

Il costo totale dell'opera secondo la Corte dei Conti francese (2012) è di 26.1 miliardi di euro, anche se questo calcolo non tiene conto del fatto che in Italia i costi per le opere tendono a lievitare con gli anni: alcuni stimano si sfiorerebbero i 40 miliardi. Per la sola sezione italiana, il costo è stimato intorno ai 1.9 miliardi di euro (dopo la revisione chiamata "progetto low cost" che punta a sfruttare 40km di linee già esistenti e posporre altri interventi).