Brexit, bocciata risoluzione sul voto degli italiani "senza leggerne il contenuto"

Brexit, bocciata risoluzione sul voto degli italiani "senza leggerne il contenuto"
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REUTERS/Yara Nardi
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Con tutta probabilità è calato il sipario sulle speranze degli italiani nel Regno Unito di partecipare alle elezioni europee anche in caso di Brexit, senza dover per forza tornare in Italia per fare valere il loro diritto di voto passivo.

Il 19 marzo, sia il Governo che il Parlamento italiani si sono espressi contro la risoluzione presentata dal parlamentare di +Europa, Alessandro Fusacchia, che avrebbe impegnato il Presidente del Consiglio a far valere i diritti di voto degli italiani residenti nel Regno Unito con la premier britannica Theresa May durante il Consiglio Europeo del 21 marzo.

I circa 600mila italiani che vivono a Londra e nel resto della Gran Bretagna non potranno dunque votare nelle sedi consolari, a prescindere dall'esito della complessa vicenda Brexit.

Fusacchia, eletto in circoscrizione estero, ha accompagnato la risoluzione con un appello al Presidente del Consiglio durante l'incontro alla Camera martedi mattina. Il Governo tuttavia ha espresso parere contrario respingendo la richiesta di Fusacchia.

In un post Facebook, pubblicato dopo la votazione, Fusacchia ha raccontato la dinamica parlamentare: "Si trattava di un tema di buon senso, di diritti di cittadinanza. Ma la Lega e il Movimento 5 Stelle (e Fratelli d'Italia) non hanno votato contro per ragioni logiche. Hanno votato contro perché se votavano a favore dovevano a quel punto entrare nel merito anche di tutte le altre mozioni, e invece la linea è “se l’ha presentata qualcuno dell’opposizione non stiamo manco a leggere che c’è scritto, si boccia e basta. Me l’hanno detto loro, candidamente.”

L'esito del voto sulla risoluzione è stato: 311 contrari (Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia) e 200 parlamentari favorevoli (+Europa, LEU, Partito Democratico e Forza Italia).

Vane dunque le interrogazioni, le raccolte firme e gli interventi in Aula da parte dei rappresentanti di +Europa. Per la causa si era impegnata in prima persona anche Emma Bonino, che aveva chiesto all'esecutivo una misura urgente, vista l'eccezionalità della situazione.

Virginia Fiume, membro della Direzione Nazionale di +Europa, e Christian Pepe, coordinatore del Gruppo +Europa Londra, hanno annunciato che lavoreranno ad una proposta di lgge per un voto di tutti gli europei nel mondo. "Ci attiveremo, con tutti i cittadini italiani europei che lo vorranno, perchè il diritto di voto senza bisogno di volare in Italia per le Elezioni Europee possa essere esercitato da qualunque cittadino italiano europeo residente dentro e fuori i confini dell'Unione".