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Naufragio della "Grande America": pronte le operazioni anti-inquinamento

Naufragio della "Grande America": pronte le operazioni anti-inquinamento
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La "Marea Nera" continua ad aumentare e si avvicina alle coste della Francia, minacciate da una nuova fuoriuscita di gasolio, dopo il naufragio - nella notte tra domenica e lunedì, 10 e 11 marzo - di una nave mercantile italiana, la "Grande America".

Si sono formate due grandi chiazze di petrolio. Avanzano circa 30 chilometri al giorno e potrebbero raggiungere la prossima settimana la costa della Charente-Maritime e della Gironda, due dipartimenti già messi in allarme.

Le operazioni anti-inquinamento sono già pronte, dovrebbe iniziare nelle prossime ore, appena calerà il vento. Il rischio inquinamento è temuto in particolare da pescatori e allevatori di ostriche.

Da Amburgo a Casablanca

Dal porto tedesco di Amburgo, la "Grande America" era diretta verso Casablanca in Marocco, prima che un incendio scoppiasse a bordo a circa 300 chilometri da La Rochelle.

Il mercantile è colato a picco con il suo carico di 365 contenitori, di cui 45 classificati come contenenti materiali pericolosi.

"Robin des Bois" denuncia l'armatore Grimaldi

L'armatore Grimaldi non ha ancora fornito alle autorità l'elenco completo delle merci a bordo, cosa che preoccupa l'associazione per la protezione ambientale "Robin des Bois", che presenterà una denuncia. Charlotte Nithart è la direttrice dell'associazione:

"Le informazioni che abbiamo, di cui siamo abbastanza sicuri, riguardano circa 2.200 veicoli, cioè auto, ma forse anche rimorchi, macchine movimento terra. e altro...Sfortunatamente, da un'auto che si trova sul fondo dell'acqua è uscito del carburante, e ciascuno di questi veicoli contiene idrocarburi, oli idraulici, oli usati e almeno pneumatici....e non solo...".

"La Prefettura Marittima indica che c'erano 100 tonnellate di acido cloridrico e 70 tonnellate di acido solforico".
Charlotte Nithart
Associazione "Robin des Bois"

"La Prefettura Marittima indica che c'erano 100 tonnellate di acido cloridrico e 70 tonnellate di acido solforico e altri contenitori, che ufficialmente non contengono merci pericolose, ma è molto probabile che ci siano, dal momento che gli spedizionieri fanno spesso dichiarazioni false, perché costa di più trasportare materiali pericolosi rispetto ai materiali ordinari".

Charlotte Nithart, Direttrice Associazione "Robin des Bois".

"Assordante silenzio italiano"

"Maggiori controlli nei porti europei"

L'Associazione Robin des Bois stima che fino al 10% delle dichiarazioni fatte dagli spedizionierii sono fraudolente. Richiede un maggiore controllo nei porti europei per esaminare meglio il carico delle navi ed evitare disastri ecologici.

Il relitto della "Grande America".