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La Spagna non riconoscerà più i bambini nati in Ucraina tramite maternità surrogata

La Spagna non riconoscerà più i bambini nati in Ucraina tramite maternità surrogata
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La Spagna dice stop alla registrazione dei figli nati da madre surrogata in Ucraina. Martedì scorso l'ambasciata spagnola a Kiev ha annunciato che non autorizzerà più la registrazione dei bambini di genitori spagnoli nati da madre surrogata.

In Spagna, come nella maggior parte dei paesi europei, la maternità surrogata è una pratica medica vietata, così molte persone decidono di andare all'estero. L'Ucraina è una delle mete più gettonate.

AVISO De acuerdo con el criterio establecido por el Ministerio de Justicia de dejar sin efecto la Instrucción de la DGRN...

Publiée par Embajada de España en Ucrania sur Mardi 19 février 2019

Non è la prima volta che il governo spagnolo decide di bloccare le registrazioni a Kiev. Era già successo lo scorso agosto, quando circa 60 famiglie erano rimaste bloccate in Ucraina per circa 10 settimane senza possibilità di registrare i propri figli.

"La situazione è molto peggiore ora - spiega Cristina Álvarez, una delle persone colpite dal blocco lo scorso agosto -. Quando siamo arrivati sapevamo che c'erano problemi di registrazione ma che alla fine, pur tra mille difficoltà, avremmo potuto registrare i nostri figli. Sapevamo a cosa andavamo incontro, ora sono stati molto più iniqui".

L'ambasciata spagnola iscriverà nei propri registri gli ultimi 39 bambini nati prima dell'annuncio di martedì e ancora in attesa di registrazione , ma quelli nati a partire dal giorno seguente non lo saranno. Poiché, essendo i genitori spagnoli, l'Ucraina non li riconosce come propri cittadini, il rifiuto del governo spagnolo di registrarli rende i bambini apolidi.

Per Álvarez si tratta di una strategia del governo per scoraggiare le nuove famiglie a ricorrere alla pratica della maternità surrogata. "Ti senti abbandonato dal tuo governo - spiega - e ingiustamente accusato di essere un delinquente".

"La madre surrogata deve avere un compenso economico"

L'Ucraina sta diventando la principale destinazione delle famiglie europee che vogliono ricorrere alla maternità surrogata. La pratica è legale ed è aperta anche ai cittadini stranieri. La condizione è che a richiederla siano coppie eterosessuali sposate che per qualche motivo non possono avere figli con i propri mezzi.

Italia, Spagna, Francia e Germania sono alcuni dei paesi che hanno vietato ogni forma di maternità surrogata.

"Il desiderio di essere genitori e l'esercizio della libertà non implica il diritto di avere figli", si legge nel manifesto di 'No somos vasijas', una delle organizzazioni spagnole contro la maternità surrogata, secondo cui affittare il grembo di una donna è una violazione dei diritti umani.

In alcuni paesi, come ad esempio Regno Unito Portogallo e Grecia, la maternità surrogata è una pratica consentita, ma solo su base altruistica: la madre surrogata, cioè, non può ricevere compensi.

Secondo Álvarez, invece, la gestazione per altri "deve essere pagata e riconosciuta socialmente come qualcosa di positivo" e loda il governo ucraino per avere legiferato sulla materia, consentendo alle madri surrogate di poter decidere liberamente. La legislazione ucraina infatti, oltre a riconoscere le coppie che ricorrono alla pratica come genitori biologici fin dal momento del concepimento, non pone alcun limite al costo dell'operazione: è la madre surrogata a stabilire il prezzo.