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La Commissaria Europea Corina Crețu: "Un'Europa con Stati membri meno egoisti"

La Commissaria Europea Corina Crețu: "Un'Europa con Stati membri meno egoisti"
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BRUXELLES (BELGIO) - Circa un terzo del bilancio dell'Unione Europea è destinato alla politica regionale. Ha lo scopo di uniformare le disparità di reddito, ricchezza e opportunità in tutto il blocco europeo. Gran parte del denaro viene investito in progetti nelle regioni più povere d'Europa.

Il giornalista di Euronews Sándor Zsiros ha incontrato Corina Creţu, romena, 51 anni, dal 2014 Commissaria Europea per la politica regionale, per discutere delle sfida da affrontare in ambito europeo.

Un momento dell'intervista realizzata a Bruxelles.

"Ci stiamo sforzando per colmare le differenze"

Sándor Zsiros, Euronews:
- Commissaria, lei è qui a Bruxelles da più di 4 anni. È riuscita a colmare le differenze tra est e ovest, tra regioni povere e ricche?

Corina Creţu, Commissaria UE per la politica regionale:
"Siamo finalmente dopo la crisi; abbiamo uno studio che dimostra che molte regioni stanno lavorando bene per tornare ad una piena crescita e all'occupazione e altri paesi che, invece, sono ancora nella fase precedente alla crisi. Quindi è molto importante essere al nono anno consecutivo di crescita economica in Europa, il che che ha aiutato molto, ma allo stesso tempo non è ancora sufficiente per le nuove sfide che ci aspettano.
Ora abbiamo la crisi dei migranti, la lotta al terrorismo che continua e altri problemi nei quali fino ad ora non era previsto l'intervento dell'UE. Quindi dobbiamo occuparci di tutte queste cose e fare il possibile per colmare il gap
".

Sándor Zsiros, Euronews:
- Dopo la Brexit avremo meno soldi da distribuire: ad esempio, per i fondi di coesione. Cosa consiglierebbe ai leader regionali e ai decision-makers locali locali? Che tipo di progetti dovrebbero proporre per ottenere denaro?

"Dobbiamo far capire ai cittadini quanto di buono fa l'Unione Europea"

Corina Creţu, commissaria UE per la politica regionale:
"Complessivamente sul bilancio dell'UE il taglio medio sarà del 10 per cento. Naturalmente, rimpiangiamo molto la partenza del Regno Unito, ma dobbiamo rispettare la volontà degli elettori di quel paese. Siamo riusciti a mettere sul tavolo la più grande dotazione economica possibile per la politica di coesione: 373 miliardi. E proponiamo agli stati membri e alle regioni di concentrarsi su elementi chiave: l'innovazione, le piccole e medie imprese, l'efficienza energetica. Questa è ora la forza trainante per l'intera economia europea. Inoltre pensiamo di dover dedicare molta attenzione al lato sociale.
Chiaramente. penso che dovremo fare un grande sforzo per far comprendere ai cittadini quello che l'Europa sta facendo. Perche credo che sia ora di smetterla con questa idea per cui tutto ciò che è brutto viene da Bruxelles e tutto quello che è buono viene dai sindaci e dai presidenti delle regioni. Rischiamo di perdere tutti, se continuiamo a pensarla così e a non riconoscere ciò che l'Unione Europea sta facendo per i suoi cittadini
".

"Più forti contro frodi e corruzione"

Sándor Zsiros, Euronews:
- Ora il Parlamento Europeo ha approvato una proposta per collegare i pagamenti europei con gli standard di legalità. Come potrebbe funzionare in futuro e c'è un rischio, secondo lei, che alla fine i cittadini vengano privati dei fondi europei a causa di errori dei loro politici?

Corina Creţu, Commissaria UE per la politica regionale:
"Non capisco davvero perché alcuni degli stati membri ritengano che questa proposta sia contro loro stessi. Visto che tutti pretendono tolleranza zero nei confronti di frode e corruzione. E questo è giusto, per proteggere i soldi dei contribuenti europei. Ad esempio, quando l'OLAF (l'Ufficio europeo per la lotta antifrode) ha un caso, sospendiamo immediatamente i fondi fino alla soluzione della vicenda.
Se mi metto nei panni dei contribuenti, capisco che non si può vedere l'Unione Europea come un bancomat, che eroga soldi e basta. Credo ci sia una solidarietà da condividere e dobbiamo stare insieme nei momenti positivi, ma anche in quelli negativi dobbamo restare uniti
".

"Controlleremo meglio come vengono spesi i soldi dei contribuenti"

Sándor Zsiros, Euronews:
- Poichè l'OLAF può solo raccomandare certi interventi di controllo. ma lei ritiene che dovrebbe esserci un'organizzazione al di sopra degli Stati membri, come ad esempio l'Ufficio dei pubblici ministeri europei, per controllare eventuali problemi?

Corina Creţu, Commissaria UE per la politica regionale:
"Penso davvero che sarebbe un passo avanti. Lo sa che la Commissione si sforza da tempo di proteggere il bilancio dell'UE e, come ha detto, la creazione dell'ufficio dei pubblici ministeri, che dovrebbe essere operativo entro il 2020, segnerà inizio della nuova fase nella lotta contro la frode. Perchè oltre all'OLAF (Office européen de lutte contre la fraude), l'EPPO (European Public Prosecutors Office) sarà un'altra agenzia che controllerà come vengono spesi i nostri soldi. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con gli stati membri e i revisori della Commissione. Quindi penso davvero che questa nuova istituzione aumenterà la capacità di scoprire le frodi sui i fondi europei e di proteggere i soldi dei contribuenti".

Meno di cento giorni alle elezioni

Sándor Zsiros, Euronews:
- Mancano meno di cento giorni alle elezioni europee. Qual è la sua previsione? Ci sarà un'Unione Europea più frammentata o sarà più semplice governarla O verrà allo scoperto il populismo? Qual è la sua previsione?

Corina Creţu, Commissaria UE per la politica regionale:
"È ovvio che siamo in una fase in cui gli euroscettici e i populisti stanno crescendo. Abbiamo anche realizzato uno studio al riguardo: la DG Régio (Direzione Generale della Politica Regionale) ha recentemente pubblicato un documento-analisi che prova a spiegare la 'geografia del malcontento' nell'UE, dimostrando che il voto anti-europeo è principalmente guidato da una combinazione di declino economico e industriale a lungo termine, basso livello di educazione e mancanza di opportunità di lavoro.
Dal mio punto di vista le elezioni saranno la più grande prova europea da tanti anni a questa parte. Non si tratta di ideologie politiche, si tratta di europeisti ed euroscettici. E noi due, lei come giornalista ungherese e io come commissaria romena, veniamo da paesi dove trent'anni fa eravamo dall'altra parte della cortina di ferro e non avremmo mai pensato di essere qui ora. Quindi penso davvero che sia nostro dovere difendere questo progetto europeo, che è unico sul nostro pianeta, e dobbiamo spiegare che non è sempre stato lo stesso. Soprattutto alle giovani generazioni. Perché riguarda il loro futuro. Quello che vorrei è vedere molti più giovani che difendono il nostro progetto europeo.
La solidarietà appare in tutti i nostri documenti europei. Ma, in pratica, mi dispiace dire che l'Unione Europea e gli Stati membri sono diventati più egoisti che mai, quindi credo che dobbiamo tornare alla nostra originaria solidarietà e capire che solo insieme possiamo avere successo. O, sempre insieme, possiamo andare in basso, verso il fallimento
".