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Abusi nella Chiesa, parla il giornalista del caso Spotlight

Abusi nella Chiesa, parla il giornalista del caso Spotlight
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Nel giorno dello storico vertice al Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa, Euronews intervista Mike Rezendes, che insieme al team Spotlight ha svelato sul Boston Globe lo scandalo degli abusi del clero negli Stati Uniti.

"Non mi aspetto molto, a dire la verità - dice il giornalista - Prima di tutto, è un vertice troppo breve per poter arrivare a cambiamenti significativi. Mi chiedo anche se ci sia davvero la volontà da parte del Vaticano di fermare gli abusi sui bambini da parte dei sacerdoti e di inchiodare alle loro responsabilità i vescovi che hanno coperto gli abusi".

"Sono passati 17 anni da quando io e i miei colleghi abbiamo raccontato la storia dell'occultamento degli abusi sessuali del clero - aggiunge Rezendes - E' passato molto tempo ed è stato fatto molto poco. Penso che in Vaticano ci siano ancora persone che negano l'accaduto, dopo tutto questo tempo, e non lo ritengono un problema serio".

Leggi anche: la cronologia degli articoli del team Spotlight che hanno rivelato gli abusi della Chiesa sul Boston Globe

Questioni di potere

"In più - prosegue il reporter, che con gli altri autori dell'inchiesta ha vinto il premio Pulitzer nel 2003 - non credo che i vescovi vogliano cedere il loro potere di controllo. Voglio dire, chi lo vorrebbe? La Chiesa ha una tradizione che affida ai vescovi il ruolo di guida suprema sulla loro diocesi. Hanno un potere incredibile. Non penso che vogliano rinunciare facilmente al controllo che esercitano. E non credo che apprezzerebbero che qualcuno dica loro cosa devono o non devono fare".

Con il fiato sul collo

"Spero che i media continuino a occuparsi di questo tema - conclude Rezendes - e a rivelare gli abusi sessuali del clero, perché non ci sarebbe stato nessun summit senza una costante e intensa attenzione mediatica. Sembra che la Chiesa decida di agire solo quando l'attenzione dei media diventa eccessiva. Quindi penso che sia davvero importante che i giornalisti di tutto il mondo e in tutto il mondo, continuino a occuparsi di questo tema e far sapere al Vaticano che non andremo via finché non prenderà provvedimenti".