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Venezuela: gli europei dimenticati

Venezuela: gli europei dimenticati
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I cittadini detentori di passaporto europeo o emiggrati dal vecchio continente a quello che un tempo era l'Eldorado delle americhe si sentono dimenticati dalla patria di origine. È il caso di Giuseppe Gianetto, arrivato a Caracas quando era bambino e adesso si sente tradito dal governo di Roma che ha deciso per il non intervento.

"Hanno dato le spalle a centinaia di migliiaia di italiani e di discendenti di italiani che soffrono in Venezuela. È una vergogna".

Anche la comunità portoghese è nutrita in Venezuela. Eusebio lavora in quella che era una fabbrica di formaggio. Era, perché latte non ce n'è più e le macchine sono praticamente ferme. La produzione è scesa del 90%. "Mancano le medicine, non se ne trovano. e quelle poche che si riescono a trovare sono carissime. Soffro di cancro e seguo un trattamento ma tutte le medicine vengono dall'estero. Non le posso comprare qui".

Chi sopravvive qui lo fa spesso grazie alle rimesse di chi è fuori. Denaro su cui il chavismo vorrebbe ettere le mani grazie a un controllo del denaro inviato nel paese dagli emigrati. Centralizzando la ricezione.

Molti però in Venezuela vogliono restarci. Come Iliana, che ha origini spagnole. "La mia carriera è uno dei motivi per cui resto qui. Rimango perché amo il mio paese".

Così il nostro corrispondente: "Centinaia di migliaia di europei sono emigrati in Venezuela negli annni '30 e '40, quando il prezzo del petrolio era alle steslle. La maggioranza di quelli che adesso arrivano lavorano in ong e preferscono non esprimersi".