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Venezuela: Washington punta a congelare asset di Pdvsa

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L'amministrazione americana punta a colpire PDVSA, la società petrolifera nazionale venezuelana e i suoi asset negli Usa. Fra questi asset c'è una raffineria proprietà di Citgo a Corpus Christi in Texas, la fililale statunitense di quella che resta una delle galline dalle uova d'oro del chavismo.

Il consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton, uno dei falchi dell'amministrazione Trump, ha affermato che: "è venuto il momento di proteggere la democrazia e la prosperità in Venezuela. Ripeto che li stati uniti considereranno le forze di sicurezza venezuelane responsabili per la sicurezza di tutto il suo personale diplomatico, dell'assemblea nazionale e del presidente Juan Guaidó".

Dal canto suo Juan Guaidó, da una località segreta, ha voluto ringraziare l'enorme appoggio internazionale ricevuto dopo che le nazioni europee hanno dato un ultimatum a Nicolas Maduro, quello di indire al più presto nuove elezioni. Ma le cose non sono così semplici perché se Maduro è considerato dall'opposizione presidente illegittimo, allora non può essere lui ad indire elezioni, ma dovrebbe solo limitarsi a lasciare il potere. Per questo motivo da qualche giorno Guaidó sta battendo molto sul tast dell'amnistia e di una sorta di lasciapassare per Nicolas Maduro che continua a mostrare i muscoli con roboanti dichiarazioni alla stampa e ai media amici e con minacce allo stesso Donald Trump, ma che vede assottigliarsi lo spazio di manovra e che sa di non poter costringere con la forza i diplomatici americani a lasciare il paese senza provocare una reazione di Washington.

È vero che Maduro sulla carta può fare affidamento su paesi amici come la Russia che ad esempio al consiglio di sicurezza dell'Onu potrà fare leva sul proprio diritto di veto, ma esistono anche altre opzioni come la Nato. La Colombia ormai ne fa parte e se Bogotà dovesse chiedere aiuto a causa della situazione a Caracas, le cose per Maduro potrebbero complicarsi