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L'accordo con Skopje spacca il governo greco

L'accordo con Skopje spacca il governo greco
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L'accordo tra Atene e Skopje sul nome della ex Repubblica yugoslavia di Macedonia spacca il governo greco. Dopo le dimissioni del ministro della Difesa Panos Kammenos, contrario a riconoscere la nuova denominazione di Repubblica di Macedenia del Nord, il primo ministro Tsipras ha chiesto un voto di fiducia del parlamento prima della ratifica dell'intesa.

Tsipras ha preso atto dell'intenzione di Kammenos, leader della formazione dei Greci indipendenti, di far dimettere i suoi compagni di partito, causando anche formalmente la rottura della coalizione di cui il partito nazionalista di destra è partner minoritario. Col passaggio parlamentare il premier punta a ricostutuire la maggioranza, allo scopo di permettere al suo governo di concludere la legislatura.

L'irrigidimento dei nazionalisti nella fase di ratifica degli accordi arriva all'indomani del voto del parlamento di Skopje che ha dato via libera, con un solo voto di vantaggio, al cambio di nome del paese. Anche in passato Kammenos aveva minacciato una crisi politica se il governo avesse accettato una intesa con quello di Skopje mettendo fine a una storica disputa su un tema da sempre a cuore dei nazionalisti. Tanto importante per i Greci Indipendenti, che per accettare di entrare nel governo con la sinistra di Syriza hanno chiesto e ottenuto l'incarico di sottosegretario per gli affari di Macedonia e Tracia.