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Spiegel licenzia giornalista pluripremiato: "Ha inventato notizie e fonti"

Spiegel licenzia giornalista pluripremiato: "Ha inventato notizie e fonti"
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Il settimanale tedesco Der Spiegel ha annunciato di avere licenziato il giornalista Claas Relotius, uno dei suoi inviati più noti, vincitore di diversi premi in patria e a livello internazionale.

Il settimanale ha spiegato in un comunicato che Relotius "ha falsificato i suoi articoli su larga scala e ha persino inventato dei personaggi, ingannando sia i lettori che i suoi colleghi".

Il giornalista, messo alle strette, ha ammesso di avere inventato di sana pianta notizie e fonti utilizzate per almeno 14 dei 60 articoli da lui scritti per il settimanale.

Alcuni degli articoli in questione hanno poi vinto dei premi. Tra questi c'è 'The Lion Children', un reportage su due bambini iracheni rapiti dall'Isis e "Number 440", una storia su presunti detenuti nella prigione militare statunitense di Guantanamo.

Relotius, 33 anni, ha iniziato a lavorare al Der Spiegel nel 2011 come freelance, per poi essere assunto un anno e mezzo fa. Con il suo lavoro ha vinto diversi riconoscimenti, tra cui quello di 'Giornalista dell'anno' della CNN nel 2014, il Premio della stampa europea nel 2017 e il "Reporter dell'anno" in Germania nel 2013, 2015 e 2016.

A smascherare Relotius è stato uno dei suoi colleghi, Juan Moreno, che ha lavorato con lui il mese scorso ad un articolo su un gruppo di vigilantes americani che pattugliano il confine tra Stati Uniti e Messico.

Nel corso di un secondo viaggio negli Stati Uniti, Moreno ha rintracciato alcune delle persone citate nell'articolo, scoprendo che non avevano mai incontrato Relotius.

"Per tre o quattro settimane Moreno ha attraversato l'inferno perché i colleghi e i suoi superiori non hanno creduto alle sue accuse all'inizio", ha spiegato Der Spiegel in un articolo.

Relotius inizialmente ha cercato di difendersi producendo delle finte prove, ma alla fine ha ammesso tutto. Der Spiegel ha scritto che il giornalista ha detto di essere malato e di avere bisogno di aiuto.

Il settimanale si è scusato con i suoi lettori e ha definito quanto accaduto "uno dei punti più bassi nei 70 anni di storia di Der Spiegel".