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Brexit: May rinvia il voto in Parlamento

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Theresa May ha deciso di rinviare il voto per la ratifica dell'accordo sulla Brexit in programma martedì alla Camera dei Comuni. Lo ha annunciato il primo ministro britannico nel corso del suo intervento in Parlamento.

"Dopo tre giorni di dibattito sull'accordo in Parlamento e molte discussioni anche al di fuori del Parlamento - ha detto May - è chiaro che esiste un 'ampio sostegno' per molti degli aspetti chiave dell'accordo".

"Tuttavia - ha aggiunto la premier - permane una diffusa preoccupazione per quanto riguarda il meccanismo di backstop (il contestato meccanismo sul confine irlandese, ndr). Questo si tradurrebbe in una sconfitta per l'accordo se i deputati dovessero votare. Pertanto il governo ha preso la decisione di rinviare il voto".

Il primo ministro ha aggiunto che punta a ridefinire le condizioni per l'attuazione anche solo teorica del backstop, attribuendo un ruolo al Parlamento britannico in modo da dare a questo strumento "legittimità democratica".

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L'accordo raggiunto con l'Ue sulla Brexit resta "il migliore possibile", al di là dei chiarimenti invocati sul tema del backstop e su alcuni aspetti il Regno Unito avrebbe voluto evitare.

La premier Tory ha poi sfidato chi vuole un referendum bis "a dirlo chiaramente", avvertendo che esso tornerebbe a "dividere il Paese".

La premier britannica ha ricordato di aver votato 'remain' al referendum nel referendum del 2016, ma ha ribadito che la volontà popolare espressa allora a favore della Brexit "va rispettata" e che lei, "in veste di primo ministro di questo grande Paese", resta impegnata a condurre in porto l'uscita dall'Ue.

May ha quindi insistito che l'accordo da lei raggiunto restituisce al Regno Unito "il controllo dei suoi confini, del suo denaro e delle sue leggi", protegge "i posti di lavoro, l'economia, la sicurezza" e l'integrità territoriale del Paese, ribadendo - malgrado il rinvio del voto di ratifica previsto per domani - il suo invito ai deputati a sostenerlo nel suo complesso.

Dopo la May prenderà la parola la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Andrea Leadsom, a cui spetterà il compito di fornire i dettagli sulla procedura per il rinvio del voto.

Il primo ministro non ha annunciato quando si terrà il voto, ma a questo punto è probabile un rinvio al gennaio 2019.

Un rinvio che permetterebbe alla May di guadagnare tempo per strappare un accordo migliore a Bruxelles, anche se i rappresentanti della Ue hanno ribadito in più di un'occasione che non ci sarà alcuna modifica dell'intesa raggiunta qualche settimana fa.

L'ipotesi di una riapertura dei negoziati con Bruxelles è stata confermata su Twitter anche da Nadhim Zahawi, uno dei sottosegretari del governo: "Theresa May ha ascoltato i colleghi (di governo) e andrà a Bruxelles per respingere il backstop", ha scritto Zahawi.

Corbyn: "Situazione senza precedenti"

Nella sua replica il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn ha ripetuto concetti già espressi nelle scorse settimane. "Siamo in una situazione estremamente grave e senza precedenti - ha detto Corbyn - con un governo che ha perso il controllo degli eventi ed è in completo disarmo".

Il leader laburista ha ammonito la premier di ripresentarsi in aula, "fra una settimana o a gennaio", con una versione analoga "dell'accordo pasticciato" attuale. Ha quindi ripetuto che è chiaro da tempo che su questo accordo c'è maggioranza e che se il governo non è capace di proporre qualcosa di diverso "deve lasciare al posto a chi ne è capace".