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Brexit in Scozia: la paura degli agricoltori e degli scozzesi di seconda generazione

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Brexit in Scozia: la paura degli agricoltori e degli scozzesi di seconda generazione

Brexit in Scozia: la paura degli agricoltori e degli scozzesi di seconda generazione
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CARLISLE (REGNO UNITO)

Il giornalista di Euronews Bryan Carter continua il suo "Brexit-Tour".

"Il mio viaggio attraverso i confini del Regno Unito mi ha portato a poche miglia a sud della Scozia, nella città inglese di Carlisle, dove è giusto dire che il tempo è un po' meno accogliente delle persone".

Bryan Carter alla stazione di Carlisle.

"Dopo la Brexit? Incrociamo le dita"

Frenare la migrazione era stato un potente messaggio nel persuadere le persone a votare per la Brexit. Voglio vedere di persona l'impatto della Brexit sulle comunità di immigrati britannici. Paulina, mamma polacca di due figli, vive in Gran Bretagna da 14 anni, lavora in un supermercato ed è preoccupata per il futuro.

"Sono onesta con me stessa, sono solo molto preoccupata. Come tutti. Se chiedi a qualcuno dell'UE, tutti ti daranno la stessa risposta", risponde Paulina.
"Paghiamo le tasse, paghiamo tutto, quindi siamo in regola. Spero che tutto andrà per il verso giusto, e la legge sarà la stessa per ogni persona...perciò: incrociamo le dita!".

Paulina, mamma polacca, durante l'intervista.

"Molti polacchi preferiscono tornare a casa"

La cliente del supermercato di Paulina, Acha, nata in Scozia e cresciuta da genitori polacchi, è anche lei preoccupata di cosa potrebbe significare lasciare la UE per la sua comunità.

"Siamo preoccupati a vivere qui. E, infatti, molti di noi polacchi sono tornati a casa, moltissimi sono tornati in Polonia. Il che è buono in un senso: essere tornati dove sono le loro radici. Ma d'altra parte, penso che loro abbiano dato così tanto a questo paese, e hanno una fama notevole, i polacchi, per quanto riguarda il lavoro, la loro etica del lavoro è sorprendente, e ne sono molto orgoglios**a**", dice Acha.

Acha è nata in Scozia da genitori polacchi.

Scozia, un paese di "Remainers"

È giunto il momento di lasciare Carlisle, salire sul treno diretto a nord e attraversare il confine.

Quindi ora sto andando in Scozia. Sto attraversando il distretto dei laghi e la ragione per andare in Scozia è ovviamente perché nel 2016, nel referendum, gli scozzesi hanno votato a stragrande maggioranza per rimanere nell'UE. Il 62% delle persone ha effettivamente votato per rimanere, quindi sono piuttosto desideroso di andare lassù e parlare con i "Remainers" e vedere come si sentono riguardo alla Brexit e in quale direzione pensano che il paese stia andando.

Bryan Carter sul treno per la Scozia.

"La Brexit sta strangolando l'economia"

Ho incontrato Neil, "Remainer" scozzese di quaranta anni. Lavora nella pubblicità e si sente molto deluso per l'intero processo Brexit.

"Non mi piace tutta questa storia, ci sarà un'obiezione su ogni punto dell'accordo, per me è davvero frustrante", spiega Neil.
"Perché ora sono a un punto in cui non sono sicuro che mi interessi davvero quale sarà l'accordo. Voglio solo un accordo, perché è andato avanti così tanto tempo, troppo tempo.... E dal mio punto di vista, sta strangolando l'economia. Anche nella mio settore, notiamo che i marchi e le aziende per ora non vogliono investire, perché tutti cercano ancora di capire cosa accadrà in futuro".

Neil, incontrato e intervistato sul treno che porta in Scozia.

"Non ci sarà mai un accordo che vada bene a tutti"

Arrivo finalmente in Scozia e vorrei parlare con le comunità di campagna, dove l'incertezza sulla Brexit minaccia posti di lavoro e crisi economica. Qui trovo maggiore apertura nei confronti della Brexit.

"Mi chiamo Graham Ray", si presenta il nostro interlocutore.
"Sono un imprenditore agricolo, prima di tutto. Nato e cresciuto a Kirkpatrick-Fleming, nel sud-ovest della Scozia".

Graham, che lavora in agricoltura da quasi mezzo secolo, ha un'opinione piuttosto ruvida sulle persone che gestiscono il paese a Westminster.

"Ho sentito più buon senso nel parlare con i bambini dell'asilo nido, per essere onesto. Sono delle sciocchezze quando osservi l'atteggiamento in Parlamento...è incredibilmente infantile il modo in cui si comportano tutti...", commenta Graham.
"Non ci sarà mai un accordo Brexit che vada bene a tutti, ecco perché il voto al referendum è stato molto equilibrato...Non ci sarà mai un accordo adatto a tutti, ma dobbiamo accettarlo e andare avanti".

L'agricoltore Graham Ray è molto duro con i parlamentari di Westminster.

"Non c'è bisogno di un altro referendum"

Come la maggior parte delle persone che ho incontrato nel Regno Unito, anche Graham crede che sia stato sprecato troppo tempo nei negoziati.

"La minaccia di una no-Brexit e il rischio di altri due anni di indecisione e incertezze invece di gestire correttamente il paese, causerebbe solo piu danni. Abbiamo preso la decisione al referendum, non è necessario un altro referendum", conclude Graham.

Il mio viaggio si conclude al confine tra Inghilterra e Scozia.
Due nazioni con una storia importante, due paesi che sono riusciti a superare molte delle loro diversità. Una storia comune commemorata da queste strutture rocciose create dall'uomo, chiamate "cairns".

Messaggio di ringraziamento sui "cairns".

L'incertezza scorre sul confine

Cairns come questi si trovano lungo il confine inglese-scozzese. Sono una testimonianza storica per il Regno Unito.
Ma quando si parla di Brexit, ho trovato altro che unità. C'è ancora molta incertezza, paura e persino noia sull'intera procedura di divorzio.
Se queste divisioni potranno essere superate dopo la Brexit - se ci sarà davvero la Brexit - o se i problemi potrebbero ripetersi addirittura in tutta Europa, è ancora tutto da vedere.

Ma la Brexit non è proprio la benvenuta in Scozia...