USA contro Russia. Rischio di ritorno all'escalation

USA contro Russia. Rischio di ritorno all'escalation
Di Euronews
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Il Segretario di stato USA Pompeo mette alla sbarra la Russia minacciando di uscire entro 60 giorni dal trattato delle armi di teatro. Per il Presidente russo Putin l'occidente mente e la Russia reagirà

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Il rinnovamento in corso degli arsenali bellici in tutto il mondo non è una novità e l'Europa non può che paventare una nuova corsa agli armamenti con minaccia nucleare. La Russia è stata messa alla sbarra dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo che chiede a Mosca di rispettare entro 60 giorni il trattato di non proliferazione firmato nel 1987 fra Unione Sovietica e Stati Uniti.

La reazione di Mosca

Ma il presidente russo Valdimir Putin risponde così: "Lo sviluppo di quei missili (medio raggio) è già stato approvato nel bilancio del Pentagono, ma in seguito hanno annunciato solo il loro ritiro dal trattato. Il passo successivo era vedere a chi potevano addossare la colpa. Il sistema più semplice che gli occidentali sfruttano è quello di far cadere la responsabilità sulla Russia. Non dicono la verità; noi siamo contrari alla distruzione di questo accordo, ma se accadrà reagiremo di conseguenza".

L'Europa si preoccupa

La situazione preoccupa l'Europa nella quale ci sono sì potenze nucleari come Francia e Gran Bretagna ma che non hanno la stazza di Russia a Stati Uniti.

Federica Mogherini, Responsabile della politica estera dell'Unione Europea: " Noi europei non sottovalutiamo le sfide alla sicurezza e le minacce alla sicurezza che potrebbero coinvolgere nuovamente il nostro continente: l'Europa è stata il campo di battaglia per molto tempo, è stata il campo di battaglia della guerra fredda,  ed è per questo che apprezziamo i dispositivi di sicurezza che hanno garantito la pace in tanti anni. Non vogliamo tornare passato".

Il trattato sulle armi nucleari a medio raggio era stato firmato al culmine della guerra fredda. L'incubo dell'atomica si era sciolto nell'epoca Gorbaciov, l'ultimo presidente dell'URSS  che spense la macchina bellica sovietica.

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