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Gilet gialli, il primo ministro Philippe consulta il parlamento

Gilet gialli, il primo ministro Philippe consulta il parlamento
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REUTERS/Stephane Mahe
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La protesta dei gilet gialli spacca la politica francese. Il primo ministro Edouard Philippe ha ricevuto i capigruppo parlamentari per decidere una strategia, e non gli sono mancate le critiche, come quelle del socialista Olivier Faure: "Gli aumenti che sono previsti per gennaio non possono essere confermati. Ci deve essere una moratoria prima di qualsiasi discussione: è il solo modo per rendere il dibattito credibile".

I centristi di Les Republicains propongono un referendum sui progetti in materia fiscale del capo dello Stato. Laurent Wauqiez ha detto che l'incontro col premier "non è stato rassicurante": "Bisogna indire un referendum che permetta di risolvere queste questioni, con cui il presidente della Repubblica permetta ai francesi di esprimersi e di uscire da questo impasse".

Scioglimento del parlamento e convocazione di nuove elezioni è cio che richiede la destra del Rassemblement national di Marine Le Pen, sulla stessa linea del suo opposto di sinistra, Jean-Luc Melenchon, che invita Macron a ritirare gli aumenti. "Il problema lo sappiamo quale sia, la soluzione è il popolo", scrive il leader di France insoumise.

Sui giornali, protetti dall'anonimato, diversi prefetti lamentano il "distacco del governo dalla realtà sociale" e si dicono preoccupati per una situazione "esplosiva, quasi insurrezionale, se non pre-rivoluzionaria". L'agitazione ha causato anche danni all'economia francese. Secondo la federazione dei trasporti il blocchi sarebbero finora costati oltre 400 milioni di euro. Il ministro dell'Economia Le Maire, parla di una flessione delle attività del 10-15% .

Infine, si registra una nuova vittima indiretta della mobilitazione: una ottantenne di Marsiglia, colpita alla sua finestra da un frammento di lacrimogeno sparato dagli agenti contro i dimostranti. La donna è morta in ospedale.

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