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A Parigi la rabbia dei gilet gialli, scontri e arresti

A Parigi la rabbia dei gilet gialli, scontri e arresti
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REUTERS/Stephane Mahe
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Scene da guerriglia urbana a Parigi, in questo terzo sabato di proteste dei cosiddetti gilet gialli, il movimento nato contro il caro-carburante e che si è trasformato in molti casi in un'opposizione al governo transalpino. I manifestanti sono scesi in strada agli Champs Elysées e in altre aree della capitale, dove si sono scontrati con le forze dell'ordine.

Auto date alle fiamme, tafferugli, negozi danneggiati o saccheggiati e addirittura un palazzo incendiato. Il bilancio parla di oltre 90 feriti e più di 200 persone in stato di fermo.

La nostra inviata a Parigi, Anelise Borges fa un bilancio di questo sabato di guerriglia: "Alcune scene straordinarie nelle strade di Parigi questo sabato, in cui migliaia di persone si sono riunite per manifestare - ancora una volta - contro il governo del presidente francese Emmanuel Macron. Il movimento dei gilet gialli è sceso in strada per tre settimane e il risultato è sempre lo stesso: parecchie auto sono state bruciate nella capitale francese - ma la stragrande maggioranza dei manifestanti con cui ho parlato, dichiara che non vuole che questo diventi il simbolo della loro lotta. Scendono in strada per inviare un messaggio forte, ma pacifico al presidente francese: non possono più vivere con questa distanza tra popolo e potere. Vogliono che il presidente francese adotti misure che li aiutino a vivere meglio e dicono che sono pronti a rimanere per strada per tutto il tempo necessario - così che le loro voci vengano ascoltate"

Due le richieste del movimento: più potere d’acquisto e meno "scarto tra governo e cittadini"

L'incontro fra il premier Edouard Philippe e i delegati dei gilet gialli è stato un flop nonostante le parole positive del primo ministro. Questo non ha fatto altro che aumentare la tensione. Decisi a restare nella piazze e sulle autostrade con i loro blocchi, anche per intere settimane. O mesi, se necessario. "Il messaggio è chiaro: i francesi non smetteranno di lottare. Il movimento smetterà", dichiara un manifestante, "quando avrà assemblee di cittadini e referendum".

"Macron dai le dimissioni"

La reazione del presidente Emmanuel Macron

"Quello che è successo non ha nulla a che vedere con l'espressione pacifica di una rabbia legittima", dichiara Emmanuel Macron, in conferenza stampa a Buenos Aires, dove si sta tenendo il G20. "Nessuna causa giustifica questi eccessi. I colpevoli cercano il caos, tradiscono le cause che pretendono di servire, saranno identificati e giudicati responsabili in tribunale.Rispetterò sempre le controversie ma non accetterò mai la violenza".

Emmanuel Macron ha programmato un incontro per domenica mattina - al suo ritorno in Francia - con funzionari governativi.