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La Francia protesta contro aumenti della benzina

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La Francia protesta contro aumenti della benzina

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In Francia cresce il malcontento della gente per l'annunciato aumento dei prezzi dei carburanti in vigore dal 1 gennaio 2019. È bastato che un automobilista postasse un video sui Social, perché il tam tam fosse rilanciato da milioni di utenti mentre decine di migliaia di francesi hanno firmato petizioni contro il provvedimento governativo. Per il 78% dei francesi è giustificata la manifestazione nazionale indetta per il 17 novembre, giorno in cui gli automobilisti bloccheranno le strade.

L'aumento è di sei centesimi per il diesel e tre centesimi per la benzina fino al 2022, con l'obiettivo di rendere meno costosa la benzina rispetto al diesel, più inquinante. È vero che è stato confermato per il 2019 un budget di 570 milioni di euro (rafforzato rispetto ai 180 inizialmente previsti) che permetterà di erogare agli automobilisti un contributo di 2.500 euro per l'acquisto di modelli elettrici o ibridi plug-in nuovi, ma le auto con queste tecnologie restano ancora fuori portata per la stragrande maggioranza della popolazione.

Il presidente Emmanuel Macron, che non sta brillando nei sondaggi anche in vista delle prossime elezioni europee è intervennuto in diretta per cercare di spiegare ai cittadini cge restteranno gli aiuti ai francesi con salari modesti: "Per alcuni è una pena doppia", ha detto, "certi non possono permettersi di vivere vicino a luogo di lavoro e debbono alzarsi presto. Queste persone verranno aiutate".

Ma è soprattutto la classe media, in teoria zoccolo duro degli elettori di Macron, che è stufa della vessazione fiscale nell'esagono. I manifestanti si metteranno dei gilet gialli e hanno promesso di organizzare dei picchetti in tutto il paese.