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Morto Bernando Bertolucci, cordoglio e commozione

Morto Bernando Bertolucci, cordoglio e commozione
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È morto all'età di 77 anni Bernardo Bertolucci. Figlio d'arte (suo padre era il poeta parmigiano Attilio Bertolucci), assistente nel primo film di Pier Paolo Pasolini ("Accattone" del 1961), Bertolucci era considerato come uno degli ultimi maestri del cinema contemporaneo.

In poco meno di sei decenni è stato autore di una lista infinita di opere dalle alterne fortune, dall'epica intimista e decadente di "Ultimo Tango a Parigi", a quelle colossali di "Novecento" e "L'ultimo Imperatore", vincitore, quest'ultimo, di ben 9 statuette agli Oscar del 1988.

Era malato ormai da tempo. Il regista, riporta l'Ansa, si è spento a casa sua in via della Lungara, nel rione di Trastevere a Roma, a seguito di una crisi respiratoria. Secondo le prime informazioni, l'ultimo saluto dovrebbe avvenire in una cerimonia privata. Si sta pensando anche a un omaggio in Campidoglio.

Le reazioni, il ricordo di Zeffirelli

Franco Zeffirelli è stato tra i primi a rendere omaggio a Bertolucci. "E' molto triste dire addio a un carissimo amico e a un regista di grande talento come Bernardo Bertolucci, che con il suo lavoro è riuscito a trasportarci in dimensioni artistiche uniche".

"Se ne è andato il mio 'ultimo imperatore'. Che si sentiva come un 'topo nel formaggio'. Per lui significava stare come in un bozzolo, al caldo e al riparo. Me lo disse gioiosamente dopo una estate di sofferenza e di passione. 'Adesso sto bene, sai? Sto come un topo nel formaggio'. Grazie per essere stato così speciale. Per il tuo cinema così speciale. Spero di incontrarti ancora e di fare un altro film insieme. Un lungo bacio". Questo il ricordo commosso, in forma di lettera, di Stefania Sandrelli.

"Sarà ricordato tra i più grandi del cinema italiano e mondiale", è il commento di Paolo Baratta. Il presidente della Biennale di Venezia ha espresso il suo cordoglio "per la scomparsa del regista presente in numerose occasioni alla Mostra del Cinema fin dal suo film d'esordio 'La commare secca' (1962), poi presidente di giuria nel 1983 e nel 2013, e Leone d'oro alla carriera nel 2007".

REUTERS/Alessandro Bianchi/File Photo
Bertolucci alla Mostra del Cinema di Venezia del 2013REUTERS/Alessandro Bianchi/File Photo

"Un grandissimo regista, fondamentale per il cinema italiano che sognava in grande, e un ancora più grande amico", ha detto all'Ansa la regista Liliana Cavani. "Ci sentivamo spesso, ci vedevamo di frequente e mi colpiva sempre il suo coraggio anche nella malattia e il suo essere, nonostante età e condizioni, sempre nel mondo di oggi, sempre circondato da giovani, sempre disponibile. Mi voleva sui suoi set, diceva che gli portavo fortuna e ci siamo voluti tantissimo bene".

Il critico Steve Della Casa: "Era un'anima inquieta"

Steve Della Casa(nel video un estratto dell'intervista) ricorda il sostrato culturale in cui Bertolucci "Un'anima inquieta" è cresciuto, intriso di letteratura e quindi la letterarietà dei suoi personaggi. "Gli autori maledetti, Baudelaire in primo luogo, sono stati un punto di riferimento costante nella sua carriera ma le sue immagini riescono a parlare anche senza la costruzione letteraria".

Il ricordo di Felice Laudadio

"Il ricordo più bello e recente di Bernardo Bertolucci - ricorda Felice Laudadio, direttore del Bif&st e presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia - è stato in occasione del restauro di 'Ultimo tango a Parigi' fatto dal Centro Sperimentale. Per la sua uscita in sala ci fu tutto un periodo di trattative con lui, ma poi quando si arrivò a distribuire il film in sala su ben 158 schermi era felice come un ragazzino. E ora metteremo mano anche al restauro del 'La commare secca' un film, tra l'altro, molto amato dalla moglie Clare".

Il primo ricordo di Bertolucci fu a Venezia: "Quando assistemmo alle oltre cinque ore di proiezione di quel capolavoro che è 'Novecento' e a tutte le polemiche che quel film suscitò. Che dire di questo artista se si pensa solo che 'Il conformista' è un film di testo studiato nelle Università americane e che aveva ottenuto ben nove Oscar, nessun italiano prima di lui ci era riuscito". Il suo carattere? "A volte faceva delle battute strane, apparentemente cattive, ma poi ci rideva su, un po' nello stile di Monicelli".