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Pronte le esequie per le vittime dell'attacco in Egitto

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Pronte le esequie per le vittime dell'attacco in Egitto

ph. credits: REUTERS/Mohamed Abd El Ghany
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I fedeli cristiani si sono stretti oggi, sabato 3 novembre, nel dolore intorno alle vittime, ben sette, dell'attacco avvenuto il 2 novembre a Minya in Egitto: consistenti le misure di sicurezza adottate durante le esequie. Diciannove al momento restano i feriti, cinque dei quali gravi. E' possibile, dunque, che il bilancio mortale possa salire. E' il nuovo tributo di sangue pagato al fondamentalismo islamico dell'Isis che ha rivendicato l'attacco contro i pellegrini, attraverso la sua agenzia Amaq, subito durante la giornata.

Si stavano recando al monastero di San Samuele, attraverso una strada secondaria, quando, lungo il tragitto per Minya, è cominciato l'assalto dei tre autobus in cui viaggiavano. Uomini armati di mitra e kalashnikov sono riusciti a salire a bordo di due veicoli, mentre il terzo autobus è riuscito a fuggire. I jihadisti hanno imposto poi ai pellegrini, tutti copti-ortodossi, di scendere, aprendo così il fuoco in maniera indiscriminata.

Il tentativo dei pellegrini, partiti però senza scorta, di scampare a un eventuale attacco non scegliendo la strada principale (bloccata proprio perché l'Isis, nel maggio dell'anno scorso, aveva già sferrato un attacco simile) non è riuscito.

I copti rappresentano la più vasta comunità cristiana dell'intero medioriente, disseminata tra Sudan e soprattutto Egitto. In tutto formano circa il 10%-15% della popolazione dell'attuale Egitto. I copti posseggono una propria lingua liturgica - il copto, appunto, considerato discendente della lingua egizia -.

Da anni i copti sono nel mirino dell'Isis per il loro sostegno al presidente Abdel Fattah al-Sisi che, guidando la rivolta popolar-militare del 2013, scacciò i Fratelli musulmani.

Altre chiese copte che hanno subito degi attacchi terroristici sono state le chiese di Tanta e Alessandria dell'aprile 2017 (45 morti in totale), e del Cairo nel dicembre 2016 (con 29 vittime).

Forte la condanna che arriva dall'Ambasciata d'Italia in Egitto, dichiarando anche che "l'Italia è al fianco del Governo e del popolo egiziano nella lotta al terrorismo e a sostegno della diversità religiosa e culturale".