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Fiori e contanti, la 'ndrangheta penetra in Europa

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Fiori e contanti, la 'ndrangheta penetra in Europa

Fiori e contanti, la 'ndrangheta penetra in Europa
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La sentenza "Aemilia" contro la cosca ndranghetista Grande-Aracri non è solo legata all'ex campione del mondo di calcio Vincenzo Iaquinta. È soprattutto la conferma giudiziaria che la ndrangheta è infiltrata nel nord Italia e non solo, come spiega a Euronews il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho il giorno dopo le 118 condanne per oltre 1.500 anni di carcere totali.

Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia: "La sentenza dimostra quale sia l'infiltrazione che le organizzazioni di ndrangheta riescono a sviluppare sul territorio".

Salvatore Falco, Euronews: "Le organizzazioni ndranghetiste utilizzano le stesse modalità di penetrazione del territorio che hanno usato in Calabria?"

Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia: "La modalità con la quale inquinano il territorio è la stessa che utilizzano nei territori d'origine. La ndrangheta sviluppa il traffico di cocaina anche nei porti europei di Anversa, Rotterdam, Amsterdam e nessuno oggi può avere una solidità economica maggiore delle società che hanno alle spalle la ndrangheta e le altre organizzazioni mafiose".

Salvatore Falco, Euronews: "Come fanno a controllare anche i porti all'estero? Solo con la corruzione?"

Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia: "Nei Paesi Bassi, ad esempio, avevano acquistato numerose ditte che trattavano fiori a livello internazionale. In alcune indagini è emerso come si muovessero con buste grandi, quelle per raccogliere le foglie secche, piene di soldi".

Salvatore Falco, Euronews: "Come è messa la ndrangheta in Europa in questo momento?"

Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia: "Dalle nostre indagini abbiamo verificato come la ndrangheta si sia spostata dall'Olanda, dove ha avuto un forte contrasto, alla Germania. Poi dalla Germania in Belgio. Da lì si muove in altri Paesi europei, come la Romania. In una delle indagini è emerso che alcune società venivano aperte in Romania per coprire canali di riciclaggio. Quelle società che proiettavano la loro attività in Italia, venivano poi spostate nel Regno Unito dopo due anni e lì venivano estinte. Questo per creare una sorta di organizzazione che rendeva più difficile la ricostruzione dei passaggi finanziari e soprattutto l'esistenza di un unico regista, la ndrangheta".