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Thierry Henry e il Monaco: "Tutto è cominciato qui"

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Thierry Henry e il Monaco: "Tutto è cominciato qui"

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Il nuovo Principe di Monaco

MONTECARLO (PRINCIPATO DI MONACO)

La maglia bianco rossa e lo sfondo di Montecarlo, senza più la barba da santone che avevamo visto ai Mondiali: comincia cosi la nuova vita di Thierry Henry al Monaco, stavolta come allenatore.

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Thierry Henry, nuovo Principe di Monaco.REUTERS/Eric Gaillard

Henry, 41 anni, arriva allo Yacht Club di Montecarlo insieme al vice presidente Vadim Vasilyev per la presentazione ufficiale alla stampa.

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Thierry Henry con il vice-presidente del Monaco Vadim Vasilyev.REUTERS/Eric Gaillard

"È straordinario ricominciare da capo"

"Ho una lunga storia, ma tutto è iniziato qui. E avere l'opportunità di tornare qui e ricominciare da capo è straordinario. Mi sono formato qui. Sono stato anche al Centro Federale di Clairefontaine...Clairefontaine mi ha dato molto, ma anche il Monaco mi ha dato molto", ha commentato Thierry Henry durante la conferenza stampa.

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L'ottimismo sembra non mancare.REUTERS/Eric Gaillard

A Clairefontaine, Centro Nazionale della Federazione Calcio francese, Thiery Henry frequentava la scuola di football, prima di trasferirsi all'Accademia del Monaco.

"Non ci sono obiettivi fissati per Henry", fa sapere il vicepresidente Vasilyev, braccio destro del potente patron Dmitry Rybolovlev.

Ingaggiato al posto dell'esonerato Leonardo Jardim, Thierry Henry cercherà di sollevare le sorti del Monaco, terz'ultimo in Ligue 1, con appena sei punti: debutterà sabato in campionato a Strasborgo, poi mercoledi l'esordio in Champions League sul campo del Bruges.

Addio ai "Diavoli Rossi"

Miglior marcatore della storia della Nazionale francese (51 gol in 123 partite), campione del Mondo 1998 e Campione del Mondo 2000, Thierry Henry è alla prima panchina da professionista: finora l'unica sua esperienza è stata ai Mondiali, come assistente di Roberto Martinez al Belgio.

Con un tweet, qualche giorno fa, Henry ha annunciato l'addio alla nazionale dei "Diavoli Rossi".

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Meglio Roberto Martinez o Thierry Henry? Alle panchine, l'ardua sentenza.REUTERS/Francois Lenoir

"France Football" racconta

In un bell'articolo uscito sulla rivista "France Football" proprio all'indomani della nomina di Thierry Henry come allenatore del Monaco, leggiamo alcuni dettagli della vita e della carriera di "Titì" che non conoscevamo.

Wenger il Maestro, Anderson l'idolo

Thierry Henry deve tutto al mentore e Maestro, Arsène Wenger. Dopo 42 gol in una stagione nell'Under 17, è l'Alsaziano che lo fa esordire con la maglia del Monaco, il 31 agosto 1994, ad appena 17 anni. E da lì in poi, cinque campionati nel Principato, 141 partite e 28 gol, passando attraverso diversi allenatori, tra cui l'ex nazionale Jean Tigana, che lo "raddrizza" mentalmente dopo che la prima notorietà lo aveva distratto dai doveri professionali. Il suo idolo, a quei tempi, è il brasiliano Sonny Anderson, che di lui un giorno disse: "Diventerà come Ronaldo", riferendosi ovviamente al "Fenomeno" del Brasile.

Campione del mondo: al Real? No, alla Juve

Ma il Monaco sta stretto ad Henry. Firma addirittura un pre-contratto illegale con il Real Madrid, che gli costerà una multa salata. Vince il Mondiale 1998, da giovane rincalzo e da promettente fuoriclasse. Aimé Jacquet lo tiene in grande considerazione. Lui sogna l'Arsenal, dove è andato proprio Wenger, ma finisce - quasi per sbaglio - alla Juventus, acquistato a gennaio '99 in fretta e furia dopo l'infortunio di Del Piero.
Sono sei mesi negativi, poche partite e solo tre gol, Gioca poco con Lippi, che poi si dimette, e Ancelotti lo impiegherà addirittura come esterno di centrocampo, costringendolo spesso a fare il terzino!
196 giorni bianconeri da dimenticare.

Che coppia francese!

Una statua all'Emirates

Ma nella nuova stagione, finalmente, l'Arsenal.
E Londra diventa la "vera casa" di Henry, come lui stesso ribadisce sempre. In otto anni ai "Gunners" diventa il più grande cannoniere straniero di tutti i i tempi nella Premier League (226 gol) e una sua statua troneggia ora all'esterno dell'Emirates Stadium, lo stadio che ha sostituito il leggendario Highbury.

Leggenda Arsenal.

Intanto Henry batte il record di gol di in Nazionale Platini (alla fine saranno 51 in 123 partite) e nel 2009 il caso del gol di mano - mai confessato - contro l'Irlanda di Trapattoni raffredda notevolmente i suoi rapporti con la Nazionale e la Federazione francese.

Opinionista e allenatore

Dopo i 30, Henry va a raccogliere gloria al Barcellona e consigli utili da Guardiola, poi vola a New York e gioca con i Red Bulls. Intanto comincia a fare l'opinionista tv a Sky Sports (5 milioni di euro all'anno d'ingaggio!) e si iscrive al corso di allenatori Uefa Pro in Galles, ottenendo il patentino per allenare.
Inizia alle giovanili dell'Arsenal e come assistente dell'Under 19, poi il tedesco Ralf Rangnick - in procinto di diventare commissario tecnico del Belgio - gli propone di entrare nel suo staff. Rangnick verrà "bocciato" dalla Federazione belga, che gli preferisce Roberto Martinez, spagnolo di provata esperienza inglese, che accetta di buon grado l'idea di avere un assistente famoso come Henry, uno che ha disputato quattro Mondiali. E il quinto lo vive sulla panchina del Belgio, sorpresa del Mondiale di Russia, terzo classificato.

Spiccare il volo

È il momento di spiccare il volo, per Henry. Nell'estate 2018, trattative mai andate in porto con Aston Villa e Bordeaux, poi finalmente l'accordo con il suo "Monaco", da rilanciare. Quale sfida migliore?
Con il sogno di eguagliare o, persino, fare meglio dei suoi vecchi compagni "mondiali", daLaurent Blanc a Zinedine Zidane fino a Didier Deschamps. Ora tocca a "Titì".

Aggiormamento dopo l'esordio

Il debutto di Henry da capo allenatore, però, non è stato positivo. Il suo Monaco è stato sconfitto 2-1 sul campo dello Strasburgo. E la sua squadra scivola al 19esimo e penultimo posto del campionato francese.
Ma Henry non si preoccupi più di tanto: anche un "certo" Deschamps iniziò con una sconfitta la sua carriera da allenatore, propriocon il Monaco, nel 2001. Poi ha fatto strada...